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Terapia nutrizionale

La prima domanda che ci dobbiamo porre è se la Nutrizione debba essere o meno considerata alla stregua di una terapia. Ippocrate, qualche secolo fa... avrebbe potuto rispondere in maniera appropriata a questa domanda quando affermava che il cibo è la medicina più potente a disposizione del genere umano.
In effetti tutti noi in maniera intuitiva, grazie anche ai mass media, conosciamo gli effetti nocivi della carenza di cibo nei paesi sottosviluppati e dell'eccesso nei paesi cosiddetti civili. Per capire tutto ciò è necessario fare un passo indietro e comprendere il significato diverso di alimentazione e nutrizione.
I due termini infatti non sono sinonimi, ma significano l'uno (alimentazione) l'assunzione di cibo ed acqua attraverso la bocca, l'altro (nutrizione) la copertura dei fabbisogni di proteine, energia, sali minerali, vitamine ed acqua perché il nostro organismo possa compiere in buona salute gli atti della vita quotidiana.

In condizioni normali noi assumiamo gli elementi che ci nutrono attraverso l'alimentazione; se quest'ultima non copre in maniera appropriata i nostri fabbisogni nutrizionali possiamo andare incontro ad una malnutrizione per difetto, quando l'alimentazione è carente, o per eccesso, quando mangiamo più del necessario.
Tutte e due le forme di Malnutrizione possono rappresentare stati di malattia la cura dei quali è rappresentata appunto da una Terapia nutrizionale adeguata. Le forme più note di malnutrizione per eccesso sono rappresentate dal sovrappeso e dall'obesità, quelle per difetto dai disturbi del comportamento alimentare come l'anoressia mentale e dal deperimento caratteristico del paziente malato di tumore.

L'efficacia di una terapia nutrizionale passa attraverso l'esatta valutazione dello stato nutrizionale e la stima dei fabbisogni del paziente in funzione anche dell'eventuale stato di malattia. Considerati i danni che si possono fare con un terapia nutrizionale inappropriata, bisogna rifuggire l'empirismo o il fai da te, rivolgendosi a nutrizionisti e dietologi.

Qual è la strategia più appropriata per garantire a ciascuno la copertura dei fabbisogni nutrizionali? Tutto dipende dalle condizioni del soggetto e dalle sue possibilità di assumere le sostanze nutrizionali. La forma più naturale di intervento terapeutico è sicuramente rappresentato dalla Nutrizione Orale che utilizza la normale via di assunzione e di utilizzo dei nutrienti rappresentati dalla bocca e dal tubo digerente. Nel caso l'assunzione di alimenti naturali sia insufficiente, ma la via orale sia ancora percorribile si utilizzeranno degli integratori alimentari o dei supplementi orali a seconda delle indicazioni.

L'uso dei supplementi orali è la prima forma di Nutrizione Artificiale. Nel caso sia utilizzabile il tubo digerente, ma non sia percorribile la via orale si passerà ad un programma di Nutrizione Enterale che, sfruttando un accesso artificiale al tubo digerente (sondino naso gastrico, sondino naso digiunale, PEG, digiunostomia) ed utilizzando miscele industriali appropriate, porterà i nutrienti a diretto contatto della mucosa dello stomaco o dell'intestino. Solo nel caso in cui sia preclusa la naturale via digestiva si passerà alla Nutrizione attraverso le vene che prende il nome di Nutrizione Parenterale.

Il considerare la Nutrizione una Terapia e non un supporto ordinario ha determinato ultimamente dei problemi sugli aspetti bioetici della Nutrizione Artificiale nei pazienti terminali o in fase di vita vegetativa; si tratta di un problema di delicata e difficile trattazione nei confronti del quale i pareri sono e probabilmente saranno sempre discordi.

Dr. Giorgio Capuano
Dipartimento di Chirurgia – U.O.C. Chirurgia D'Urgenza Dipartimento di Oncologia I.A.S. Nutrizione Clinica Ospedale San Pietro – Fatebenefratelli – Roma

06/02/2007