Milano, 20 set. (AdnKronos Salute) - Nonni e nipoti: due generazioni insieme, unite dalla tecnologia al servizio della salute. E' il senso del progetto di riabilitazione per anziani affetti da demenza avviato nel Milanese dalla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, in collaborazione con l'Istituto di istruzione superiore Falcone-Righi di Corsico. Grazie a una serie di App scelte o ideate dagli studenti della scuola, oltre il 30% dei malati di Alzheimer coinvolti ha migliorato i punteggi ottenuti nei test cognitivi. I risultati dello studio, frutto di 6 mesi di lavoro, vengono comunicati alla vigilia della Giornata mondiale dedicata al 'ladro della memoria' (21 settembre).
"In questi mesi i partecipanti hanno visto un rallentamento importante nel decadimento delle funzioni cognitive e, in più di un caso su tre, un miglioramento dei punteggi nei test di valutazione cognitiva - spiega Greta Principe, terapista occupazionale di Sacra Famiglia - Seppur parziale e limitato scientificamente, si tratta di un risultato molto importante che apre la strada a nuove sperimentazioni". Chiarisce Erika Riva, psicologa del centro multiservizi 'Villa Sormani' di Sacra Famiglia: "Nessuna tecnologia purtroppo potrà mai fermare il decadimento cognitivo delle persone con Alzheimer. Tuttavia, il progetto realizzato a Villa Sormani dimostra che il mantenimento di una stimolazione cognitiva mirata contribuisce a rallentare il processo degenerativo e mantiene allenata la mente, prolungando nel tempo le risorse residue. E' importante quindi intervenire finché si può, utilizzando tutti i mezzi efficaci di cui si dispone".
"Siamo felici dei risultati ottenuti dal nostro piccolo studio - commenta Anna Miele, responsabile di Villa Sormani - Nonostante i limiti scientifici, questo primo risultato è rassicurante e testimonia come la tecnologia possa dare una mano anche in questi casi, anche se la strada da fare è ancora tanta".
Ma come si è svolto l'esperimento? I ragazzi hanno selezionato 26 App, di cui 16 progettate da loro, che propongono l'utilizzo di programmi semplici per la memoria come il Memory, per fare abbinamenti e associazioni tipo accoppiare una città al suo monumento più famoso, o training per sviluppare l'attenzione trovando oggetti uguali, sequenze temporali, orientamento nello spazio. A gennaio un primo gruppo di 36 anziani, individuati dall'équipe di esperti in base ai risultati di un test di valutazione cognitiva (il Mini-Mental State Examination-MMSe), ha lavorato con le App insieme ai giovani. Dopo un intenso lavoro durato 2 settimane i pazienti sono stati di nuovo sottoposti al test, ottenendo a sorpresa risultati positivi: 12 su 36 hanno fatto registrare risultati migliori in media di 4-5 punti, mentre 13 sono rimasti stabili e 11 sono peggiorati.
Al termine di questa fase sono state analizzate le difficoltà emerse: 30 utenti su 36 hanno incontrato difficoltà nell'utilizzo del tablet, 23 nella percezione tattile e 16 hanno lamentato l'assenza di contrasto tra sfondo e figura, oltre alla presenza di immagini piccole. Si è quindi ritenuto necessario apportare alle applicazioni alcune modifiche grafiche e di funzionamento. Nella seconda fase dello studio il lavoro è ripreso con le nuove App 'corrette', coinvolgendo questa volta 20 anziani su 36, selezionati in base all'interesse espresso dai pazienti stessi nonché ai miglioramenti osservati e agli obiettivi previsti dal piano di assistenza individuale. I 16 pazienti non inclusi sono rientrati nel gruppo di controllo.
I 20 utenti, con cicli di attività di 2 settimane per altri 3 mesi, hanno dunque continuato a usare le App cognitive modificate, facendo registrare risultati ancora migliori: il 40% degli anziani trattati ha visto migliorato il proprio livello cognitivo; il 45% ha mantenuto stabili le proprie competenze cognitive e solo il 15% ha mostrato un aggravamento. Molto diversa la situazione del gruppo controllo: il 57% si è aggravato, il 29% ha mantenuto le proprie competenze cognitive e solo il 14% ha migliorato le proprie funzioni.