Roma, 26 ago. (Adnkronos Salute) - Salgono l'ansia e lo stress per i ragazzi che il 3 settembre affronteranno il test d'ingresso a Medicina. "Paradossalmente a stare peggio sono i più bravi, coloro che hanno investito, fisicamente e mentalmente, più tempo per prepararsi al grande giorno. Con il rischio che il proprio sogno si infranga, non per mancanza di bravura e preparazione, ma a causa di un sistema di selezione inadeguato allo scopo". Lo evidenzia lo psicoterapeuta Giorgio Nardone del Centro di terapia strategica di Arezzo, in passato coinvolto in una commissione ministeriale per discutere quale sia il metodo migliore di selezione in occasione di un concorso pubblico. "In caso di delusione, lutto di 3 giorni e subito via al piano B", suggerisce Nardone.
"Nardone di aspiranti medici ne incontra a decine ogni anno - sottolinea in una nota Consulcesi - sia prima del test come aiuto alla preparazione che dopo la selezione come supporto nell'eventualità di una bruciante delusione. E quest'anno di aspiranti medici delusi ce ne saranno tantissimi, più di 50mila stando alle nostre stime". Dunque per superare ansie e stress, e per non cadere nella trappola delle domande a risposta multipla, lo psicoterapeuta elenca alcuni semplici suggerimenti. "Il primo è quello di non studiare troppe ore consecutive ogni giorno - consiglia l'esperto - Le full immersion gli ultimi giorni prima del test non servono. Alimentano soltanto l'ansia. Meglio uno studio di poche ore al giorno spalmate in un periodo più lungo. E' infatti così che si fissano meglio i concetti da apprendere".
Altra cosa da evitare è "leggere e ripetere ad alta voce", uno dei metodi di studio più seguiti dagli studenti italiani. "Questo approccio può essere efficace fino alla terza media, quando si deve imparare a esporre i concetti, ma non serve a nulla dopo - avverte Nardone - Specialmente per i test di Medicina a risposta multipla, il tipo di studio più efficace è quello che consente una maggiore schematizzazione dei concetti alternata con la pratica".
Il modello suggerito dall'esperto è il seguente: leggere il capitolo di un libro come se fosse una semplice rivista per avere una percezione generale dell'argomento; poi rileggere in modo analitico ed evidenziare 2-3 righe che possano aiutare a riportare alla mente i concetti più importanti; mettersi alla prova con qualche esercizio; e infine soffermarsi sulle domande che si sbagliano, soprattutto quelle apparentemente ambigue, per cercare di comprendere qual è il modo corretto di approcciarsi senza cadere nel tranello. Un consiglio valido per il giorno del test è quello di accettare di essere in ansia senza farsi prendere dalla fretta. "Anche se si hanno pochi secondi a domanda, bisogna leggere attentamente quello che c'è scritto per evitare di cadere nei tranelli", suggerisce ancora Nardone.
Il lavoro di Nardone non si ferma alla sola preparazione o gestione dell'ansia prima del test. "La maggior parte degli studenti arriva da me dopo il test, dopo la delusione di non averlo superato nonostante tutti gli sforzi - riferisce l'esperto - C'è chi supera la delusione passando subito al piano B, ad esempio iscrivendosi a una Facoltà affine a quella di Medicina per ritentare i test l'anno seguente, e chi invece entra in una spirale di depressione, spesso per problemi pregressi che si sommano e che richiedono un'adeguata terapia". In generale, Nardone indica un approccio molto semplice, che prevede sostanzialmente due fasi. "Il fallimento va vissuto come un lutto: bisogna toccare il fondo prima di risalire - osserva - Quindi, ok a qualche giorno di lacrime. Nel frattempo, però bisogna ragionare in termini di 'problem solving': riflettere sul da farsi senza perdere tempo. Solitamente consiglio di darsi una seconda occasione e riprovare i test l’anno seguente almeno una seconda volta".
"Il problema principale è che i nostri test di Medicina non sono adatti a selezionare i più bravi o quelli più portati alla professione medica", commenta il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella. Per questo non bisogna mai darsi per vinti anche quando la situazione non sembra favorevole. Per molti studenti, la via d'uscita è stata la strada legale del ricorso. "Solo negli ultimi anni sono stati riammessi migliaia di studenti esclusi ingiustamente dopo i test - afferma Tortorella - e ogni anno, secondo le nostre stime, ci sono mediamente 18mila potenziali ricorrenti".
"Le anomalie - evidenzia il presidente di Consulcesi - riguardano suggerimenti e movimenti sospetti durante la prova, persone che potevano uscire liberamente, utilizzo di smartphone o altri device, membri della commissione che parlavano con i candidati, plichi manomessi, favoritismi. Una situazione diffusa in tutto il Paese: nel 2019 abbiamo ricevuto segnalazioni di irregolarità da 27 dei 41 atenei in cui si sono svolti i test".
"Quindi se si verificano palesi irregolarità è bene segnalarle quanto prima. I legali di Consulcesi - conclude la nota - sono a disposizione ogni giorno per una consulenza gratuita al numero verde 800189091 o in chat sul sito www.consulcesi.it o www.numerochiuso.info".