(Adnkronos) - "La terza dose non va proposta come una dose per tutti: sarebbe un errore perché c'è chi non ne ha assolutamente bisogno. Non può essere che a 8 mesi la facciamo a tutti indistintamente. Io sono assolutamente contrario". Lo dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, mentre si attende l'annuncio ufficiale dell'amministrazione Biden che sembra orientata al via libera per tutti gli americani a partire dal mese di settembre. E dopo che ieri Pfizer-BioNTech hanno inviato all'esame della Fda americana i primi dati sull'efficacia di un 'booster'.
"Negli Stati Uniti si parla di una terza dose tra 6 e 12 mesi ma un conto è a 6 mesi e un conto è a 12. A un anno di distanza - afferma l'infettivologo - siamo tutti d'accordo che probabilmente buona parte di noi dovrà fare la terza dose, che poi è quella di richiamo che si fa una volta all'anno. Discorso diverso invece - sottolinea - per quelli in cui, anche prima dei 6 mesi, potrebbe essere necessario fare la terza dose". Chi sono? "Si potrebbe pensare a tutti quelli che hanno più di 70-75 anni, ma - chiarisce - bisognerà valutare sulla base dei dati e faranno una terza quelli che hanno malattie immuno-deprimenti. Però - raccomanda Bassetti - questa, a differenza della prima fase che è stata una campagna di massa, deve essere una campagna individualizzata che guarda all'esigenza del singolo".