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12/05/2017

Cura e prevenzione dell'ictus cerebrale: qual è la situazione in Europa?

cura e prevenzione dell ictus cerebrale qual e la situazione in europa
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Da manifestazione acuta a malattia cronica. Così, “anche se in Europa il tasso di mortalità legato alla malattia è diminuito nel corso degli ultimi vent’anni, l’ictus cerebrale rimane una catastrofe umanitaria che si verifica sotto i nostri occhi, perché più persone sopravvivono all’ictus e sono sempre più le persone che rimangono con gravi disabilità”. Parole di Jon Barrick, presidente di Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 30 associazioni di pazienti di Paesi europei, che insieme a Valeria Caso, presidente della European Stroke Organization, ha presentato davanti a decine di membri del Parlamento europeo l’atteso report sull’iter dell’ictus in Europa, illustrando le principali conclusioni dello studio “Burden of Stroke” condotto dal King’s College su 35 Paesi europei in contemporanea.

L’ictus in Europa

I dati indicano che tra il 2015 e il 2035 si registrerà, in totale, un incremento del 34% nel numero complessivo degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Ue, dai 613.148 casi nel 2015 agli 819.771 nel 2035. In merito al numero delle persone colpite da ictus come condizione cronica, le stime mostrano che passerà da 3.718.785 nel 2015 a 4.631.050 nel 2035 (un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone nel vecchio continente).
Il costo complessivo dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 miliardi di euro ed è destinato ad aumentare, includendo i costi derivanti dall’assistenza sanitaria e i costi indiretti a carico delle famiglie e delle società.

Riprende Barrick: “Il peso economico e sociale complessivo dell’ictus aumenterà drammaticamente nei prossimi vent’anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Gli organi decisionali in Europa devono individuare il modo migliore per combattere l’ictus cerebrale e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono all’ictus e alle loro famiglie”.

E in Italia? Dati recenti indicano che negli ultimi vent’anni l’incidenza di primi episodi di ictus si è ridotta del 29%; sono 930.000 coloro che riportano effetti invalidanti provocati da questa patologia e 120.000 i nuovi casi registrati ogni anno.

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L'ictus cerebrale è conseguenza della mancata irrorazione di sangue ossigenato di una zona del cervello.

Un registro nazionale per il controllo dell'ictus cerebrale

Il confronto a livello europeo sull’ictus e sull’assistenza sono basilari per aiutare ciascun paese a mettere in campo strategie di prevenzione efficaci per questa patologia, fornendo un’assistenza adeguata e supportando chi viene colpito da ictus. Stroke Alliance for Europe – di cui fa parte anche “A.L.I.Ce. Italia Onlus” (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) – invita ogni paese a istituire un registro nazionale per l’ictus per mantenere un adeguato controllo sulla patologia. Il registro permetterebbe di monitorare le risorse e le prestazioni erogate nel corso dell’intero iter di cura, così come la condivisone dei risultati consentirebbe, ad ogni paese, di apprendere dagli altri, rinforzando e velocizzando il processo di miglioramento dei modelli di cura per l’ictus adottati dalle singole realtà.

È fondamentale che ogni Paese membro della Comunità Europea abbia una strategia per l’ictus a livello nazionale, supportata dal governo, e che comprenda l’intero percorso di cura dell’ictus, ovvero: diffusione della conoscenza tra la popolazione della prevenzione, diagnosi e trattamento; modelli di rete; riabilitazione specialistica per trattamenti a lungo termine; integrazione sociale e adesione alla vita comune.

Per approfondire guarda anche: “Quali sono i sintomi di un ictus?”

TAG: Igiene e medicina preventiva | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Malattie neurologiche | Neurologia | Prevenzione | Anziani | Adulti | Sistema nervoso
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