15/04/2016

Essere allergici a se stessi? Si può. Ecco la storia di Julie Red

essere allergici a se stessi si puo ecco la storia di julie red
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Si può essere allergici a se stessi? A quanto pare sì. Questa diagnosi, infatti, proviene dalla Florida (USA) e ha per sfortunata protagonista una donna. Il suo nome è Julie Red e, come si legge su DigitalJournal.com, è allergica alle proprie lacrime e al sudore che le provocano una rara malattia della pelle chiamata Orticaria colinergica. Una condizione che, a dispetto di quanto inizialmente può suscitare, non va assolutamente sottovalutata perché può causare una vera reazione a catena che si manifesta su tutto il corpo.

Dei veri e propri alveari, fatti da chiazze rosse, la cui durata può variare da poche ore fino a diversi giorni e contro cui Julie combatte ormai da tre anni. In Florida, dove vive, Julie deve costantemente ripararsi dal sole e dal caldo, per evitare di sudare. Per farlo ha dovuto rinunciare alla sua carriera di insegnate di ginnastica e danza perché un'attività di questo tipo può, naturalmente, provocarle l'orticaria in tutto il corpo. Oggi Julie, senza lavoro e senza una condizione tale da assicurarle la disabilità, è entrata in depressione, condizione che - tra l'altro - le ha provocato un aumento di peso e altre complicazioni.
 

L'Orticaria colinergica

Si tratta - come anticipato - di una malattia rara e che colpisce circa l'1 per cento della popolazione. Talvolta è chiamata anche 'orticaria da riflesso di calore'. I pomfi e il prurito si manifestano a seguito di un innalzamento della temperatura corporea. La sua comparsa avviene in genere tra i 20 e i 39 anni e può durare qualche settimana o durare anche di più.
 

Sintomi

Come si legge su Federasmaeallergie l'orticaria colinergica colpisce entrambi i sessi. Se è vero che può scomparire in breve tempo, spesso essa perdura nel tempo arrivando ad avere le sue manifestazioni anche per 8-10 anni. Anche se, fortunatamente, i suoi sintomi si attenuano nel tempo. In genere essa si riconosce per la formazione di piccoli pomfi accompagnati da arrossature e prurito. Nella maggior parte dei casi, i cambiamenti della pelle si verificano da 2 a 20 minuti dopo un aumento della temperatura corporea e con l’inizio della sudorazione, generalmente a partire dalla gola e dalla parte superiore del corpo. Inizialmente si avverte una sensazione di pizzicore e bruciore ma i pomfi, una volta abbassata la temperatura corporea, possono scomparire senza lasciare traccia. Solo raramente può provocare sintomi più gravi come la comparsa di angioedema (rigonfiamento degli strati profondi della pelle), problemi respiratori, nausea, mal di testa o problemi circolatori.
 

Cause

Come precedentemente scritto, la causa principale va rintracciata in un surriscaldamento del corpo e/o in un innalzamento della temperatura interna del corpo di almeno 1° C. Una condizione che può essere provocata da uno sforzo fisico, da ansia, stress, cibi speziati o anche bagni caldi o forti emozioni, come eccitazione e paura. Ma, in realtà, non esistono ad oggi cause certe.

Cure

Non essendoci delle notizie certe riguardo alle cause della malattia, raramente si può rintracciare un fondamento sufficiente per avviare una terapia. Al momento, dunque, non sono state trovate delle cure per Julie e i medici avvertono che la donna potrebbe potrebbe soffrire di shock anafilattico. Reid ha il suo sito personale in cui racconta la sua storia. Qui chiede anche assistenza perché per far quadrare i conti si è vista costretta a vendere anche i mobili di casa.
  Per approfondire guarda anche “Orticaria“
TAG: Allergie | Malattie rare | Allergologia e immunologia clinica
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere