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Per un uso prudente degli antibiotici, la Giornata Europea

Per un uso prudente degli antibiotici, la Giornata Europea

Il 18 novembre è la Giornata Europea degli antibiotici: una campagna rivolta alla sensibilizzazione per un uso corretto e prudente dei farmaci.
In questo articolo:

Il 18 novembre si celebra la Giornata Europea degli Antibiotici per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema di carattere medico-scientifico che sta coinvolgendo, in modo sempre maggiore, la popolazione italiana e non. Un fenomeno, infatti, a carattere internazionale che non deve essere sottovalutato.

Gli antibiotici sono dei farmaci che consentono di salvare numerose vite umane. È il messaggio rimarcato dalla Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) sottolineando che l’utilità degli antibiotici – da ottant’anni ad oggi – è in costante sviluppo. Senza dimenticare che possono essere di supporto nel risolvere anche una serie di problematiche complesse della medicina moderna, a vantaggio dell’aumento della sopravvivenza di numerose categorie di pazienti. Da qui l’importanza di un appuntamento come quello di oggi.

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Giornata Europea degli Antibiotici: incentivare l’uso prudente degli antibiotici

Fortemente voluta dall’Ecdc (il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie), la Giornata Europea degli Antibiotici è promossa in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare, viene richiesto agli stati membri di realizzare una serie di iniziative di comunicazione rivolte per informare in merito alle corrette modalità di assunzione degli antibiotici – che deve avvenire in modo consapevole e responsabile – rafforzando il successo delle campagne nazionali di sensibilizzazione su un argomento così complesso.

Coinvolgendo autorità pubbliche, operatori sanitari e sociali, pediatri – senza dimenticare organizzazioni private, famiglie e pazienti – la Giornata Europea degli Antibiotici intende agevolare la condivisione delle migliori pratiche a livello europeo, in associazione con la Settimana mondiale degli antibiotici, che si concluderà nel prossimo weekend.

Dal 2008 il messaggio veicolato è sempre lo stesso (ma non per questo banale): favorire un uso prudente degli antibiotici, che rappresentano uno degli strumenti più importanti a nostra disposizione per contrastare gravi infezioni. Va da sé che le loro capacità di guarigione hanno garantito – e questo è indubbio – un deciso miglioramento dell’aspettativa di vita, ma bisogna ricordare che le ampie fasce di popolazione che vivono a lungo con un sistema immunitario non particolarmente ottimale, vedono incrementato il rischio infettivo.

Giornata Europea degli Antibiotici e il problema della resistenza antibiotica

L’utilizzo smodato di antibiotici ha annientato i loro effetti e reso i batteri molto più resistenti, con trend in crescita e costi sanitari sempre più insostenibili. Ciascuno, sia privati cittadini sia operatori sanitari, può dare il proprio contributo per arrestare la resistenza agli antibiotici.

Vytenis Andriukaitis e Carlos Moedas, commissari dell’Unione europea alla salute e alla ricerca affermano, infatti che “La resistenza agli antibiotici provoca 25mila decessi l’anno, determina spese sanitarie e perdite di produttività per 1,5 miliardi di euro ed entro il 2050 potrebbe uccidere una persona ogni tre secondi”.

“Si tratta di un problema che va affrontato in modo deciso con differenti strategie”, spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. “Da un lato si deve limitare l’abuso di antibiotici nel mondo animale: questo assicurerebbe un effetto di contenimento delle resistenze anche tra gli esseri umani. Dall’altro occorre affrontare la questione direttamente nelle comunità umane, sia in ambito ospedaliero sia nella società”.

Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2018
4 minuti di lettura

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