10/09/2017

Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

giornata mondiale per la prevenzione del suicidio
Massimo Canorro
Scritto da:
Massimo Canorro
Giornalista & web content editor

Il 10 settembre è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (in Italia il sito è giornataprevenzionesuicidio.it), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sostenuta dall’International Association for Suicide Prevention. Un evento che vuole gettare un ponte tra chi soffre e chi è chiamato ad aiutarlo.

Sono numerose le città che aderiscono all’evento, con la presentazione di iniziative e progetti finalizzati. “La prevenzione del suicidio è possibile e riguarda tutti”, è lo slogan dell’appuntamento in agenda il 14 e 15 settembre nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, che ospiterà il Convegno Internazionale di Suicidologia e Salute Pubblica (il programma, assai dettagliato, è disponibile sul sito del Servizio per la prevenzione del suicidio: prevenireilsuicidio.it).

Affrontare un suicidio rimane una situazione talmente dura e dolorosa, che tutte le persone coinvolte ne sono segnate in modo indelebile. La perdita improvvisa e il peso del tabù legato a chi decide di suicidarsi causano sgomento e tormentano chi resta in vita.

I dati sul suicidio in Italia e nel mondo

Dall’istrionico Robin Williams all’intramontabile Marilyn Monroe, dalle rockstar Kurt Cobain, Chester Bennington e Chris Cornell fino al regista Mario Monicelli, tra i più celebri e apprezzati cineasti italiani. Personaggi dello spettacolo, che hanno deciso – in maniera volontaria – di mettere la parola fine alla propria vita. L’elenco dei suicidi di persone conosciute al grande pubblico, purtroppo, è molto più lungo, così come quello di gente “comune”, lontana dai riflettori. Tutti, però, accomunati dalla disperazione, dall’isolamento, dall’assenza di speranza. Uomini e donne di qualsiasi età, appartenenti a ogni ceto sociale, legati da una fragilità e dall’incapacità di affrontare la vita.

Il suicidio risulta fra le prime 20 cause di morte nel mondo per ogni fascia di età. Le statistiche riportano che metà di chi si suicida lo comunica, ma non viene ascoltato. Ragione per cui occorre insistere sulla prevenzione e sull’ascolto.

Secondo i dati dell’OMS, ogni anno si registrano 800 mila suicidi, in aumento soprattutto tra la popolazione giovane. Quali sono i maggiori fattori di rischio? Prima di tutto le malattie mentali – legate in particolar modo alla depressione e ai disordini mentali provocati dall’uso di alcol – ma anche abusi, violenze, lutti gravi, retaggio socioculturale.

Il suicidio è diventato un fenomeno globale e, per questo, rappresenta una delle priorità nel programma d’intervento per la salute mentale dell’OMS, lanciato nel 2008. Oltre il 78% dei suicidi nel 2015, infatti, si è verificato nei paesi a basso e medio reddito. In Italia il tasso di suicidi per 100.000 abitanti è compreso nella fascia tra 5 e 9,9 (tra 3000 e 5900 individui), tra 10 e 14,9 nel nord America e in larga parte dell’Africa e superiore a 15 nella maggior parte dell’Asia.

Il suicidio come priorità di salute pubblica

L’Oms riconosce il suicido come vera e propria priorità di salute pubblica. La prima relazione sul suicidio mondiale, “Prevenire il suicidio: un imperativo globale”, pubblicata nel 2014, mira inoltre ad incrementare la consapevolezza del significato della salute pubblica, ad incoraggiare e supportare i paesi nello sviluppo o nel rafforzamento delle strategie di prevenzione suicida in un approccio sanitario di tipo multisettoriale.

Per approfondire guarda anche: “Depressione”

Leggi anche:
Adolescenti e suicidio: cosa spinge i giovani a togliersi la vita e quando bisogna chiedere aiuto? Intervista al Dr. Orazio Palazzolo.
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