Non solo tosse, febbre, polmonite. Il Covid-19 può manifestarsi anche attraverso la pelle con particolari alterazioni cutanee. È quanto emerge da uno studio italiano condotto con il supporto della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) e pubblicato a gennaio 2021 sul Journal of the American Academy of Dermatology: sono state individuate 6 manifestazioni cutanee associate a diversi stadi dell’infezione da Sars-CoV-2.

Quali sono le manifestazioni cutanee del Covid-19?

I segni sulla pelle legati all’infezione che sono stati individuati durante la ricerca presentano:

  • un quadro clinico simile all’orticaria, con bolle rossastre (pomfi) e pruriginose;
  • un’eruzione simile a quella che si rileva in casi di morbillo;
  • una reazione analoga a quella cha caratterizza la varicella;
  • la presenza di lesioni simili ai geloni, prevalenti soprattutto tra i più giovani e associati a una manifestazione quasi sempre asintomatica del virus;
  • una ecchimosi da trauma (livedo reticularis) caratterizzata dalla presenza di sangue sotto la cute;
  • una vasculite, con un colorito rosso vinoso e possibile formazione di ulcere sugli arti inferiori.

Lo studio, coordinato dal Professor Angelo Valerio Marzano – il primo paziente ad essere ricoverato per Coronavirus a Milano subito dopo il paziente 1 di Codogno – è stato condotto su 200 pazienti in tutta Italia (tutti positivi al tampone molecolare) nella prima fase della pandemia, nel mese di marzo 2020, ed è il terzo per numero di pazienti osservati a livello mondiale.

In precedenza, due importanti lavori condotti a livello internazionale avevano dato come assunto il fatto che le lesioni della pelle più gravi fossero correlate ad una forma più grave di Coronavirus, stabilendo quindi una proporzione diretta tra sintomi cutanei aggressivi e gravità del Covid.

Una corrispondenza che invece, in base allo studio del Prof. Marzano, non esiste: non c’è alcuna correlazione diretta tra la gravità della manifestazione cutanea e quella della malattia da Sars-CoV-2. Piuttosto, una correlazione esiste tra aumento dell’età e aumento della gravità della malattia”.

Controllare la pelle per la prevenzione del Covid

“Lo studio coordinato dal Professor Marzano è particolarmente interessante perché conferma che la cute può essere spia di una infezione da Sars-CoV-2” afferma la Professoressa Ketty Peris, Presidente SIDeMaST e Direttrice dell’U.O.C. di Dermatologia del Policlinico Gemelli di Roma. “Per questo motivo, è fondamentale controllare ancora di più la nostra pelle, perché potrebbe metterci in guardia ed avvisarci preventivamente su quello che accade nel nostro organismo, dandoci la possibilità di muoverci in anticipo e aiutarci a fare una diagnosi precoce della malattia ed anche evitare possibili ulteriori contagi”.  

È importante, quindi, prestare particolare attenzione a dei segnali precisi che compaiono sulla pelle: un’apparente orticaria, un eritema molto esteso, una improvvisa vasculite, ecchimosi e geloni vanno considerati tutti possibili spie della malattia che devono indurci a richiedere subito un consulto a un specialista dermatologo e a fare un tampone.