03/02/2015

La devianza può essere il primo segnale della demenza

Un improvviso cambiamento comportamentale, una devianza che si manifesta tutto ad un tratto in soggetti che si sono sempre comportati nel rispetto della legge: possono essere segnali di una demenza. Lo sostiene il Neurologo Georges Naasan, dell’Università della California, che ha condotto uno studio in proposito i cui risultati sono stati pubblicati recentemente su JAMA Neurology.

Gli studiosi hanno analizzato le cartelle cliniche di 2397 pazienti che tra il 1999 e il 2003 si erano rivolti al Memory and Aging Center dell’Università. Il gruppo di pazienti era colpito da diversi tipi di demenze: 545 dal morbo di Alzheimer, 171 da Demenza frontotemporale, 89 da afasia primaria progressiva e 30 dalla malattia di Huntington.

I ricercatori hanno indagato sulla frequenza di atti criminali ed illegali compiuti dai pazienti ed è emerso che 205 pazienti (l’8,5%) avevano avuto un qualche comportamento criminale.

In particolare nel gruppo di pazienti colpiti da demenza frontotemporale si è registrata la più alta percentuale di comportamenti criminali (37,4%) come furti, minzione in pubblico, violazione di domicilio, molestie sessuali, contro il 7,7% del gruppo di malati di Alzheimer.

Georges Naasan ricorda che è già noto che cambiamenti nel comportamento e nel carattere sono segnali tipici dell’insorgere delle demenze, questo perché il processo di neurodegenerazione compromette le capacità cognitive e la capacità di tenere sotto controllo il comportamento sessuale, di formulare giudizi in modo corretto, di gestire le emozioni.

Il neurologo pertanto invita a non sottovalutare mai un cambiamento nel comportamento di un proprio familiare e a ricordare che non sempre una devianza può essere ricondotta in un ambito psichiatrico.

 

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