Un improvviso cambiamento comportamentale, una devianza che si manifesta tutto ad un tratto in soggetti che si sono sempre comportati nel rispetto della legge: possono essere segnali di una demenza. Lo sostiene il Neurologo Georges Naasan, dell’Università della California, che ha condotto uno studio in proposito i cui risultati sono stati pubblicati recentemente su JAMA Neurology.

Gli studiosi hanno analizzato le cartelle cliniche di 2397 pazienti che tra il 1999 e il 2003 si erano rivolti al Memory and Aging Center dell’Università. Il gruppo di pazienti era colpito da diversi tipi di demenze: 545 dal morbo di Alzheimer, 171 da Demenza frontotemporale, 89 da afasia primaria progressiva e 30 dalla malattia di Huntington.

I ricercatori hanno indagato sulla frequenza di atti criminali ed illegali compiuti dai pazienti ed è emerso che 205 pazienti (l’8,5%) avevano avuto un qualche comportamento criminale.

In particolare nel gruppo di pazienti colpiti da demenza frontotemporale si è registrata la più alta percentuale di comportamenti criminali (37,4%) come furti, minzione in pubblico, violazione di domicilio, molestie sessuali, contro il 7,7% del gruppo di malati di Alzheimer.

Georges Naasan ricorda che è già noto che cambiamenti nel comportamento e nel carattere sono segnali tipici dell’insorgere delle demenze, questo perché il processo di neurodegenerazione compromette le capacità cognitive e la capacità di tenere sotto controllo il comportamento sessuale, di formulare giudizi in modo corretto, di gestire le emozioni.

Il neurologo pertanto invita a non sottovalutare mai un cambiamento nel comportamento di un proprio familiare e a ricordare che non sempre una devianza può essere ricondotta in un ambito psichiatrico.