Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) - I pazienti diabetici sono stati tra quelli più fragili colpiti dal Covid-19 e tra quelli che hanno avuto più difficoltà a tenere sotto controllo la malattia durante il 'lockdown'. E' in questo scenario che arrivano dall’80esimo congresso dell’American Diabetes Association, appena terminato, "positive e importanti conferme dallo studio Vertis Cv (eValuation of ERTugliflozin effIcacy and Safety CardioVascular) che ha valutato l’efficacia e la sicurezza cardiovascolare di ertugliflozin, la nuova opzione terapeutica di Msd nella classe degli Sglt2 inibitori", sottolinea una nota di Msd.
"Nuove conferme per ertugliflozin, soprattutto in termini di riduzione del rischio di ricovero per scompenso cardiaco, che consolidano i sostanziali progressi nelle terapie ipoglicemizzanti in grado di modificare il rischio cardiovascolare a cui sono esposti i pazienti con diabete - prosegue la nota - Lo studio ha coinvolto oltre 8.200 diabetici con malattia cardiovascolare accertata di cui il 23,7% con scompenso cardiaco, il numero più elevato mai arruolato in studi di questo tipo".
"Oggi, tutti parlano di pandemia - evidenzia Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato di Msd Italia - rendendosi conto di quanto sia devastante nella vita di un popolo ma, anche e soprattutto, delle singole persone. Fino a prima del Covid-19, il termine pandemia era noto solo agli addetti ai lavori e c’era poca contezza del fatto che ci fosse già una pandemia silenziosa, in Italia e nel mondo, quella del diabete. Ormai è chiaro che non si può più attendere un solo secondo per fronteggiare quel bisogno di salute crescente che viene chiesto, legittimamente, dai pazienti. Noi di Msd siamo impegnati nella ricerca nel campo del diabete da molti anni, perché il diabete è una vera e propria emergenza sociale, una malattia dai grandi numeri che incide profondamente sul peso della cronicità, come testimoniano i dati epidemiologici e confermano quelli clinici sul campo".
"Adesso, se possibile, sentiamo ancor più la responsabilità di fare la differenza nella vita delle persone e le importanti conferme che arrivano dallo Studio Vertis CV danno una risposta al valore generato dall’innovazione terapeutica per migliorare, concretamente, la vita delle Persone con diabete - prosegue Luppi - Sono per noi uno stimolo ad andare avanti, a spingerci oltre e non sentirci mai ‘sazi’ dei risultati raggiunti".
"Ertugliflozin, il nuovo Sglt2 inibitore, grazie al suo meccanismo d’azione innovativo, del tutto indipendente dall’insulina fornisce duraturi effetti sul compenso glicemico e sugli endpoint extraglicemici quali riduzione del peso corporeo e della pressione arteriosa. I risultati dello studio Vertis Cv - osservano gli esperti Msd - appena presentato hanno dimostrato che ertugliflozin esplica anche un’azione protettiva a livello cardiaco in termini di riduzione del rischio relativo di ricovero per scompenso cardiaco, che è stato ridotto del 30%, e di progressione della malattia renale principalmente in termini di significativa e sostenuta riduzione del declino della funzionalità renale in termini di eGFR".
Lo studio Vertis CV fa parte del programma di sviluppo clinico Vertis - per studiare la sicurezza e l’efficacia di ertugliflozin - che comprende nove studi di fase III per un totale di oltre 13mila pazienti con diabete di tipo 2. "Lo studio è molto importante – spiega Andrea Giaccari, diabetologo, associato di Endocrinologia Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - per alcune particolari caratteristiche: ha arruolato una più elevata percentuale di pazienti con una storia di scompenso cardiaco e ha dimostrato sicuramente l’efficacia di ertugliflozin sui parametri metabolici, con una riduzione significativa di almeno 0.5 punti di emoglobina glicata dopo 18 mesi e che si mantiene nel tempo, per tutto il follow-up di questo studio".
"Uno degli aspetti fondamentali che lo studio ha dimostrato è la riduzione delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco che sappiamo essere una complicanza specifica del diabete, un evento estremamente frequente - precisa Giaccari - Il fatto che anche il diabetologo abbia in mano uno strumento terapeutico per prevenire questa importante complicanza è davvero importante. Avere a disposizione un farmaco che tiene sotto controllo il diabete e allo stesso tempo riduce le ospedalizzazioni per lo scompenso cardiaco è estremamente incoraggiante e questi dati di Vertis CV sono importanti perché c’era un’ampia popolazione arruolata che aveva una storia di scompenso cardiaco. Il Vertis CV è davvero importante nella pratica clinica, soprattutto perché ha dimostrato che questa classe di farmaci, gli Sglt2, è efficace e ha un buon profilo di sicurezza e quindi possiamo come classe medica utilizzare questi farmaci, adesso che li conosciamo bene, con grande tranquillità".
"Lo studio appena presentato all’80esimo Congresso Ada - ricorda Pasquale Perrone Filardi, cardiologo, ordinario di Cardiologia, Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente eletto Società italiana di cardiologia - ha dato un’ulteriore, importantissima, conferma dell’effetto sulla riduzione dei ricoveri ospedalieri che rappresenta uno degli elementi più importanti, direi il più importante, dei benefici che questa classe di farmaci oggi conferisce al trattamento del diabete. Lo studio Vertis CV ha utilizzato un inibitore orale degli SGLT2, ertugliflozin, che è una molecola che ha dimostrato in una popolazione diabetica con malattia cardiovascolare ischemica di base, con o senza scompenso cardiaco all’ingresso, una riduzione del 30% dei ricoveri per scompenso cardiaco. Quindi - conclude - si tratta di un effetto molto rilevante dal punto di vista clinico che conferma, anche per questa nuova molecola della classe, l’effetto che questi farmaci hanno ampiamente dimostrato in una serie di studi clinici condotti nella popolazione diabetica".