(Adnkronos) - "Non mi risulta che ci siano varianti che i tamponi non riescano a rilevare". Lo ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia rispondendo ai cronisti a margine del sit in organizzato dal liceo Tasso a Roma commentando le criticità diagnostiche relative alla variante inglese indicate in una relazione dell’Oms del 22 dicembre. Vaia a proposito dei vaccini ha aggiunto: "Tutta la documentazione scientifica ci dice che i vaccini attualmente a disposizione coprono anche eventuali varianti. Questo ci deve dare garanzia, certezza e serenità".
"La scuola non produce contagio - ha detto poi Vaia intervenendo al sit in - ma può trasformarsi in un incubatore di contagio e quindi bisogna renderla immune. Questo tempo fino alla riapertura deve servire per fare azioni corali concrete. Bisogna investire anche nella vaccinazione".
"Subito dopo le prime fasce che sono gli operatori sanitari e gli anziani va messa la scuola. Scuola intesa come personale docente, non docente e anche ragazzi dai 16 anni in su - spiega - La scuola deve essere un elemento prioritario del Paese. vaccinare docenti, non docenti e over 16 è l’unica strada. E’ un atto doveroso da punto di vista Sanità pubblica e della società". "Se le dosi non sono sufficienti e la scuola è una priorità - sottolinea - chiediamo che il governo e il parlamento lo dicano in modo chiaro e mettano in campo azioni per averne il maggior numero possibile".
"Noi - ha detto ancora Vaia - abbiamo bisogno di una alleanza tra generazioni. E' indegno mettere contro anziani e giovani. Quindi vi chiedo: siete d’accordo alla vaccinazione dei vostri nonni?". All’applauso di risposta dei ragazzi, Vaia ha indicato nel vaccino lo strumento strategico di questa alleanza: "Vi prego di dire con chiarezza in tutte le sedi che siamo in un momento in cui il vaccino è uno strumento importante per sconfiggere il virus".
E ancora: "Sì alla scuola in presenza dal 18, ma vediamo i dati. Che succede e i risultati. Se aumenta la curva che facciamo? Dobbiamo mettere in campo azioni - ha precisato -. I ragazzi hanno ragione. Un po’ di impegno e forse ce la facciamo". Oltre alla vaccinazione Vaia ha indicato "nell’indagine sierologica tra studenti e personale scolastico uno strumento indispensabile" per comprendere "quale sia stata la diffusione del virus nelle scuole ". "Nel Lazio - ha precisato - c’è una macchina organizzativa poderosa. Siamo in grado di fare queste cose".