La telemedicina quanto conta per gli italiani?

La telemedicina quanto conta per gli italiani?

Ecco come è cambiata l’opinione degli italiani sulla telemedicina dopo oltre un anno di pandemia.
In questo articolo:

Sembra che l’interesse per la telemedicina sotto forma di teleconsulti, monitoraggio della salute e utilizzo di cartelle cliniche online stia crescendo sempre di più. A dirlo sono i risultati di una ricerca di Capterra che ha indagato sul grado di adozione e propensione dei cittadini nei confronti della telemedicina.

Cosa ne pensano le persone della telemedicina?

Lo scorso aprile 2021, sono state intervistate 1.019 persone tra uomini e donne residenti in Italia con più di 18 anni e che hanno consultato un professionista sanitario almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

I dati più interessanti emersi sugli intervistati sono stati i seguenti.

L’86% ha utilizzato la telemedicina per la prima volta dopo l’inizio della pandemia da Covid-19.

Tra questi il 41% vi è ricorso per un consulto relativo ai sintomi legati al coronavirus, mentre 59% per ragioni di salute non strettamente vincolate alla pandemia ma per altre consulenze rivolte a Medicina di base e Medicina Generale (43%), Dermatologia (25%), Medicina interna e Allergia e Immunologia (19%) e Ginecologia (14%).

I principali vantaggi che hanno spinto i pazienti a ricorrere al teleconsulto sono stati:

  • Riduzione dei tempi di attesa per ottenere un appuntamento (52%);
  • Possibilità di accedere ai referti e alle ricette mediche da qualsiasi dispositivo (48%);
  • Riduzione del rischio di contagio da Covid-19 (39%).

Il 71% ha dichiarato che continuerà ad usare la telemedicina anche in futuro e il 78% delle persone che non l’hanno ancora provata vorrebbe farlo. Ma attenzione, nonostante questo desiderio è comunque emersa una percentuale di scetticismo. Infatti, un 22% di intervistati ha dichiarato che non intende utilizzare la telemedicina in nessun caso e le principali motivazioni sono state:

  • Ritengo che i medici non siano in grado di fornire una diagnosi accurata online (37%);
  • Il mio medico non offre il servizio di teleconsulenza (30%);
  • La mia situazione richiede un parere di persona (22%);
  • Mi preoccupano i problemi tecnici (9%);
  • Non so usare i servizi di telemedicina (9%).

Cosa succede nel resto d’Europa?

Se confrontiamo i risultati italiani con gli altri Paesi in cui è stato condotto lo stesso studio (Germania, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito), emerge che il Regno Unito è il primo della lista in termini di utenti che hanno già utilizzato la telemedicina (54%). La Germania invece chiude la fila con solo il 17% degli intervistati che si sono già serviti del teleconsulto.

Solo il 56% dei britannici e il 53% degli intervistati olandesi hanno ritenuto sufficiente il teleconsulto a distanza e affermano di aver dovuto riprogrammare un appuntamento (online o faccia a faccia) contro il 78% dei francesi e il 77% degli italiani per i quali è stato sufficiente un unico teleconsulto.

Nel complesso, tutti concordano sul fatto che useranno la telemedicina più spesso in futuro: la Francia e l’Italia sono in testa con il 72% e il 71% degli intervistati che dichiarano di voler continuare, seguite dai Paesi Bassi e Germania con 68% e il 67% degli intervistati.

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