Medico di famiglia: i vantaggi di avere un ambulatorio digitale

Medico di famiglia: i vantaggi di avere un ambulatorio digitale

Il dr. Stefano Dinatale, medico di medicina generale, racconta come è cambiata la sua attività grazie alla digitalizzazione dell'ambulatorio.
In questo articolo:

L’intero sistema sanitario è sempre più orientato al digitale e all’adozione di servizi di telemedicina e strumenti innovativi che semplificano e velocizzano l’attività del medico di medicina generale.

L’esigenza è nata dal fatto che è proprio il medico di famiglia ad essere la prima figura sanitaria con cui i pazienti si confrontano e chiedono assistenza per gestire qualsiasi bisogno di salute: parliamo di 1.500 persone (e oltre) con una propria storia clinica e personali fattori di rischio che quotidianamente portano le proprie esigenze al cospetto del medico ponendogli continue sfide cliniche, assistenziali e gestionali.

Il dr. Stefano Dinatale, medico di medicina generale, racconta come è cambiata la sua attività grazie alla digitalizzazione con queste parole: Grazie alla tecnologia è migliorata la qualità del lavoro e la quantità di lavoro”.

Come il digitale supporta il medico di medicina generale?

La tecnologia digitale, come spiega il dr. Dinatale, facilita il lavoro del medico di famiglia e permette una migliore gestione del tempo e di quello dedicato ai pazienti.

Prima ricevevo chiamate 12 ore al giorno, ben oltre l’orario di ambulatorio, anche solo per prendere un appuntamento, adesso invece il paziente può prenotare autonomamente l’appuntamento il giorno e all’orario che preferisce, direttamente da un’App.

Grazie anche alla digitalizzazione delle ricette, delle visite, dell’agenda appuntamenti si sono velocizzate e ottimizzate le procedure ambulatoriali, riducendo di molto il carico di lavoro durante l’orario di ambulatorio”.

Digitalizzare l’ambulatorio: è il momento buono per provarci!

Il consiglio che il dr. Dinatale rivolge ai colleghi che si approcciano agli strumenti digitali per gestire il rapporto con il paziente è quello di provare, anche se i cambiamenti spaventano, perché è il momento giusto e la gente ha maggior plasticità nell’accettare i cambiamenti.

E conclude: “Qualche anno fa, nell’era pre-Covid, il mio lavoro era male organizzato: avevo giornate con la sala d’attesa piena e altri giorni con pochissima affluenza; la digitalizzazione della sanità mi ha permesso di gestire gli appuntamenti uno ogni 15 minuti, dove è il paziente a decidere quando venire e a che ora.

Grazie alla tecnologia digitale e alle piattaforme che aiutano a lavorare in tempi più rapidi riusciamo ad essere più vicini ai nostri pazienti”.