Fibre alimentari: i benefici e i rischi per la salute

fibre alimentari i benefici e i rischi per la salute
Scritto da:
Dr. Marco Baroni
Specialista in Medicina interna e Pneumologia

Le fibre sono alimenti importanti, favoriscono il processo di assorbimento dei nutrienti e la motilità dell'intestino. Esistono tuttavia anche delle controindicazioni a cui bisogna prestare attenzione. Anche nel campo dell'alimentazione vigono leggi che, pur se non scritte, risultano estremamente condizionanti e accettate dalla maggioranza: una di queste è quella relativa al posto che le fibre occupano nell'immaginario collettivo.

La diffusione dell'alimentazione naturale

La storia comincia nei tardi anni '60, quando ormai metabolizzate le privazioni derivanti dalla guerra, cominciò a diffondersi il concetto che tutti gli alimenti che rappresentavano il benessere (pane bianco, paste e farine con grano 00, carne, latte, zucchero, ecc.) contribuivano in realtà al diffondersi di patologie dalla natura e gravità molto diversa ma tutte ugualmente diffuse e “popolari”: stitichezza cronica con relativa presenza o meno di emorroidi, diabete, colon irritabile, aterosclerosi, obesità, tumori.

Nella pubblicistica di salute, allora ancora agli albori, e nel martellante tam tam pubblicitario (anche quello agli albori) piano piano ma irresistibilmente (come recitava una canzone di successo) tutti i cibi troppo raffinati e “bianchi” cominciavano ad essere demonizzati e prendeva piede il concetto di “integrale” e “naturale”.

Sostenute da ricerche planetarie e autorevoli, queste idee si sono evolute e anche il mondo della produzione ha seguito (o condizionato? mai tale dubbio fu più reale) i desideri del pubblico offrendo prodotti sempre più in linea con i nuovi dettami di una alimentazione salutare. Un posto particolare lo occuparono (e tuttora occupano) le fibre.

I benefici delle fibre

Preceduti da un decennio di amore sviscerato per la crusca, che fece la fortuna di negozi allora dimenticati come quelli di granaglie, sono usciti sul mercato miriadi di prodotti che enfatizzano la loro efficacia con la presenza di fibre. Come al solito noi di ASIA siamo chiamati a fare chiarezza.

Prima di tutto va precisato che le fibre non sono alimenti buoni o nocivi di per sè in quanto non vengono digerite, ma sono importanti in quanto favoriscono alcune funzioni nel processo di assorbimento dei nutrienti. Si distinguono in solubili e non solubili. Le prime hanno un ruolo nel ridurre l'assorbimento di zuccheri e grassi, le seconde producono un effetto massa che favorisce il transito intestinale e quindi la defecazione, soprattutto se accompagnate da un congruo apporto di liquidi, in particolare acqua.

Tutte producono un buon senso di sazietà e quindi aiutano a ridurre l'introito di cibo. Giocano un ruolo anche nel favorire la crescita delle flora batterica intestinale non patogena e quindi indirettamente nel potenziare l'apparato immunitario. Queste caratteristiche le rendono un cibo di sicura importanza nell'alimentazione umana, ma come sempre in biologia, che è materia di grande complessità, è necessario fare alcune precisazioni.

Per approfondire guarda anche: “Dieta e nutrizione: fibre“

Quando le fibre diventano dannose?

Non sempre e comunque le fibre “fanno bene”. Intanto, se la loro assunzione non viene accompagnata da un congruo apporto idrico, la loro funzione di massa evacuante si trasforma nell'opposto, cioè favoriscono la stipsi, e possono arrivare a provocare forme di disidratazione. Inoltre possono ridurre l'assorbimento di alcuni farmaci proprio per l'eccesso di transito intestinale. Una tendenza al malassorbimento generalizzato che riduce per esempio l'assorbimento del ferro provocato dall'eccesso di acido fitico ed ossalico.

In genere questi effetti sono provocati da un eccesso di assunzione di prodotti concentrati in pillole derivanti dallo scarto dei processi di produzione dei prodotti da forno: la cosiddetta “crusca concentrata”. Nel caso poi di patologie dell'apparato digerente in atto, in particolare colon irritabile e colite ulcerosa, possono essere causa di un peggioramento.

Come in tanti altri casi di autoprescrizione, soprattutto se si è certi di essere portatori di patologie croniche di una certa rilevanza, è buona e prudente norma quella di chiedere il consiglio del proprio medico prima di assumere integratori per lunghi periodi: non sempre ciò che viene presentato come “naturale” fa bene.

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12/02/2018
06/03/2017
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Dr. Marco Baroni
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