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Perché ingrassiamo quando mangiamo troppo?

perche ingrassiamo quando mangiamo troppo
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è fatto questa domanda: perché ingrassiamo quando mangiamo troppo?
Ebbene, le responsabili hanno un nome ben preciso: le cellule grasse, ovvero quelle che compongono il tessuto adiposo - che, ricordiamo, funziona come cuscinetto di protezione contro i traumi che il nostro corpo subisce quotidianamente - ha il compito principale di immagazzinare energia di riserva per le attività dell'organismo. Esistono, per conoscerle meglio, due tipi di cellule grasse (altrimenti note come adipociti): quelle che fanno riferimento al tessuto adiposo bianco (WAT) e quelle che costituiscono il tessuto adiposo marrone (BAT), rispettivamente il grasso bianco e il grasso bruno: il primo è importante nel metabolismo energetico, nell’isolamento termico e nell’ammortizzazione meccanica; il secondo - che si riscontra soprattutto nei neonati e sulle spalle - è fondamentale per la termogenesi (il processo metabolico che produce calore).

Dove si trovano le cellule grasse?

Le cellule grasse, si trovano in diverse parti del corpo, in linea generale sotto la pelle (tant’è che si parla di grasso sottocutaneo), ma anche nei pressi dei reni e del fegato. Inoltre, il grasso si concentra su determinate zone del corpo in relazione al genere. Su un uomo adulto, infatti, il grasso tende ad ‘ammassarsi’ sul petto, l’addome e i glutei, dando luogo a una forma simile a una pera; su una donna, invece, esso si addensa sui seni, i fianchi, la vita e i glutei, provocando l’effetto 'forma di mela'.

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A che servono le cellule grasse

Le cellule grasse, come accennato, hanno, pertanto, il compito di creare dei veri e propri magazzini che si sviluppano quando la quantità di energia prodotta dalla nostra alimentazione supera il fabbisogno corporeo, in modo tale da usare il superfluo all’occorrenza. A chi dobbiamo questo meccanismo? Ai nostri antenati!
Sì, perché nel ‘passato remoto’, l’uomo non sempre poteva ricavare dall’ambiente circostante ciò che gli serviva per sopravvivere, per cui, quando possibile, si alimentava in eccesso, immagazzinando energia nel tessuto adiposo, affrontando così al meglio i momenti di magra. Ingrassiamo, dunque, perché produciamo un’eccessiva quantità di energia rispetto a quella usata dal nostro corpo per il suo corretto funzionamento. Ecco perché le cellule grasse sono strettamente correlate al nostro peso, per cui alla 'perdita' delle prime (anche se, come leggeremo tra poco, non sono 'immortali') ne consegue una diminuzione del secondo e, a tal proposito, la maggior parte degli esperti sono concordi sul fatto che, per mantenere un peso sano, occorre:

  1. Seguire una dieta equilibrata (ovvero adeguate quantità di carboidrati, grassi e proteine);
  2. Non mangiare troppo (in linea di massima, si consiglia di non superare tra le 1.500 e le 2.000 calorie al giorno);
  3. Fare attività fisica costante.

Le cellule grasse non scompaiono mai 

Attenzione, però, non si possono eliminare definitivamente le cellule grasse: ovvero, ogni qual volta muoiono, ne nascono delle altre che le sostituiscono prontamente. Questo è stato dimostrato nel 2007 da una ricerca svedese, pubblicata su Nature  per cui il numero degli adipociti rimane costante nell’organismo di un adulto durante tutto il suo ciclo di vita (e ciò avviene anche in chi è dimagrito dopo aver perso parecchi chili). La spiegazione sta sia nella combinazione tra il numero delle cellule di grasso e la loro grandezza, sia dallo stato degli adipociti che, nel corso della vita, subiscono delle modifiche a seconda della quantità di grasso assunta con il cibo.In poche parole, l'obiettivo, per dimagrire, non è eliminare le cellule grasse ma renderle meno grosse, svuotando i 'depositi' del superfluo.


Per approfondire guarda anche “Obesità: la guerra mondiale“

01/06/2018
09/05/2016
TAG: BMI - Sovrappeso | Nutrizione | Obesità | Scienza dell'alimentazione
Walter Giannò
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Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere