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Retina: le malattie che la colpiscono

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È la parte più importante dei nostri occhi perché recepisce le immagini e le invia al nervo ottico, e quindi al cervello, permettendoci di vedere il mondo che ci circonda.

Eppure, è una membrana delicatissima, che può essere soggetta a degenerazione portandoci alla cecità. Sono fondamentalmente tre le patologie più pericolose che colpiscono la retina: la trombosi venosa retinica, la degenerazione maculare e la Retinopatia diabetica. Vediamole insieme una per una.

Trombosi venosa retinica

Si tratta di una Patologia che si presenta con una diminuzione della capacità visiva, dovuta ad un'occlusione delle vene nell'occhio. Le cause non sono ancora ben chiare, ma si è potuto riscontrare una certa relazione con altre patologie quali ipertensione, diabete, con malattie legate alla coagulazione, glaucoma, a volte, in casi eccezionali, anche con l'assunzione della pillola contraccettiva.

Talvolta, questa patologia si presenta anche con stasi venosa ed emorragie. La diagnosi di trombosi venosa retinica può essere posta semplicemente osservando il fondo oculare. Per quanto riguarda la terapia, invece, no c'è un trattamento che guarisca la malattia e riporti l'occhio colpito all'origine; uno dei trattamenti disponibili, la fotocoagulazione laser, mira a limitare la zona interessata e ad evitare l'insorgenza di complicanze. Altri trattamenti (assunzione di anticoagulanti o emodiluizione) sono troppo pericolosi per l'organismo e pertanto sconsigliati

Degenerazione maculare

È una patologia legata per lo più all'invecchiamento, sebbene alcuni soggetti siano predisposti geneticamente allo sviluppo di questa malattia. Ma ci sono anche casi in cui la degenerazione è dovuta a malformazioni nella vita intrauterina (dovuta per esempio ad infezione da toxoplasma) oppure conseguenti ad infezioni o traumi all'occhio.

Questa malattia può avere una forma umida ed una forma secca.

La prima forma è piuttosto rara e comporta la formazione di neovasi che man mano si ingrossano e provocano emorragie e cicatrici al centro della retina (la macula), danneggiandola irreversibilmente; la seconda forma è, invece, molto più comune ed è dovuta all'atrofia della retina che man mano si assottiglia.

In ogni caso, la riduzione della capacità visiva è abbastanza grave ed interessa soprattutto la parte centrale della visione. La malattia, infatti, si presenta proprio con macchie scure, che si allargano progressivamente, al centro del campo visivo e con una visione distorta dei colori.

Purtroppo, la degenerazione maculare non è curabile ma una diagnosi precoce può rallentare l'evoluzione della degenerazione, sebbene non riesca a fermarla del tutto.

Altro sintomo tipico di questa patologia è la distorsione delle linee dritte, che impedisce, quindi, ai pazienti anche di leggere. Su questo sintomo è basato un semplice test, detto test di Amsler, e basato su costruzione di una griglia a linee dritte che vanno a formare quadretti regolari ed identici: la visione delle linee, o dei quadretti, in maniera distorta o di macchie potrà dare la conferma che qualcosa non va e che bisogna immediatamente rivolgersi all'oculista.

Retinopatia diabetica

Il diabete è una malattia metabolica in cui il tasso di glucosio nel sangue è superiore alla norma e va tenuto a bada tramite farmaci ipoglicemizzanti oppure con iniezioni di insulina. Questa patologia, a lungo andare, porta ad alterazioni delle vene e dei capillari, tra cui quelli dell'occhio. L'insorgenza della retinopatia diabetica cresce con il crescere della malattia ed è frequentissima nei pazienti diabetici da almeno 20 anni.

La Retinopatia diabetica può essere di due tipi fondamentali: di tipo edematoso oppure di tipo ischemico.

Al primo gruppo appartengono le retinopatia che provocano fuoriuscita di sostanze organiche (sangue, plasma, lipidi, sostanze proteiche) che si possono accumulare nella parte centrale della retina causando la progressiva perdita di vista.

Del secondo gruppo, invece, fa parte la retinopatia detta prolifernate perché sviluppa dei neovasi, per ovviare all'occlusione dei capillari, che, avendo una struttura più fragile rispetto a quelli originari, si rompono facilmente provocando emorragie, formazione di cicatrici e conseguente distacco della retina.

L'esame diagnostico più importante per evidenziare una retinopatia diabetica è la fluorangiografia: al paziente viene iniettato un liquido (la fluorescina) che raggiunge in breve tempo i capillari dell'occhio e permette di visualizzare la circolazione oculare e di fotografarla.

Completano la diagnosi anche l'angiografia, per evidenziare eventuali anomalie, e l'ecografia. Il trattamento di elezione è la fotocoagulazione laser, che permette di limitare i danni, eliminando i capillari ostruiti, ricongiungendo quelli che si sono rotti e stanno trasudando, riducendo eventuali edemi in corso e correggendo le alterazioni vascolari.

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TAG: Adulti | Anziani | Diabete | Occhi | Oftalmologia | Vista | Prevenzione
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