Glaucoma: i sintomi e le terapie del ladro della vista

glaucoma i sintomi e le terapie del ladro della vista
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Che cos’è il glaucoma

Il glaucoma è una malattia degli occhi caratterizzata dalla degenerazione delle cellule ganglionari retiniche (RCG) e delle fibre nervose che comporta una progressiva alterazione morfologica del nervo ottico e difetti del campo visivo.

Secondo alcune stime [Quigley and Broman "Number of people with glaucoma worldwide in 2010 and 2020", 2006] oltre 60 milioni di persone sono colpite da glaucoma, che oggi rappresenta la seconda causa di cecità irreversibile (World Health Organization).

Quali sono le cause e i fattori di rischio del glaucoma

L’occhio è una sfera duro-elastica la cui consistenza è dovuta alla quantità di umore acqueo, il liquido che la riempie, che viene continuamente prodotto e riassorbito. In condizioni normali, quando la produzione e il deflusso dell’umore acqueo sono in perfetto equilibrio, la pressione intraoculare (IOP) oscilla tra 10 e 20 mmHg definiti valori normali. Quando avviene un eccesso di produzione o, più frequentemente, quando si determina un problema di deflusso, si verifica un aumento della pressione oculare che danneggia la testa del nervo ottico, nella zona centrale della retina.

Nel tempo, l’aumento della pressione oculare danneggia i neuroni del nervo ottico che trasportano il segnale elettrico responsabile della trasmissione dell’immagine dalla retina al cervello. Inizialmente il danno produce una perdita di visione periferica (difetto del campo visivo periferico), seguita poi da difetti della visione centrale e da cecità nel caso in cui non si intervenga tempestivamente e adeguatamente.

Il glaucoma si manifesta principalmente dopo i 40 anni per cui I’età è uno dei principali fattori di rischio ma sicuramente va posta molta attenzione anche sulla familiarità in quanto il glaucoma presenta caratteri di ereditarietà. Altri fattori oculari, come per esempio la miopia o l’atrofia della retina, indicano che il nervo ottico può essere più suscettibile a questo tipo di malattia.

Alcune patologie (diabete, ipertensione, emicrania) e talune terapie prolungate (per esempio cortisonici) possono rappresentare un importante fattore di rischio per il glaucoma.

Sintomi del glaucoma

Il glaucoma dell’occhio viene spesso definito “il ladro silenzioso della vista” perché, fatta eccezione per le forme di Glaucoma acuto ad angolo chiuso e nelle forme in cui la pressione intraoculare può raggiungere valori molto elevati, non dà segni. Inoltre, poiché inizialmente la malattia produce un danno di visione solo periferico, il paziente mantiene la percezione di una buona visione fino agli stadi più avanzati della malattia, quando anche la visione centrale è pregiudicata e il danno è pressoché irrimediabile.

Per approfondire guarda anche: “Glaucoma“

Le forme di glaucoma

Solitamente si distinguono quattro principali forme di glaucoma:

  1. Il glaucoma primario cronico (ad angolo aperto) è la forma più frequente di glaucoma (rappresenta circa l’80% del totale dei casi). Si associa a valori di pressione intraoculare sopra la media dovuti a un deficit nel defluire dell’umore acqueo. Solitamente colpisce l’adulto dopo i 40-50 anni con una lenta e silente evoluzione che non si manifesta con sintomi particolari tranne in fase terminale quando il nervo ottico è irrimediabilmente compromesso. In questo tipo di glaucoma la prevenzione, con controlli oculistici periodici, è fondamentale.
  2. Il glaucoma primario acuto (ad angolo chiuso) è dovuto a un improvviso aumento della pressione intraoculare (che può arrivare a raggiungere anche valori superiori a 60 mmHg) a causa della chiusura della via di deflusso dell’umore acqueo. Dolore violento, visione annebbiata e arrossamento oculare, mal di testa, sensazione di nausea e vomito sono i sintomi di un attacco acuto di glaucoma che può avere conseguenze molto gravi e portare a cecità in breve tempo.
  3. Nel glaucoma secondario l’innalzamento della pressione intraoculare dovuto a un ostacolo del deflusso è un effetto secondario di alcune patologie (tumori, diabete, trombosi retiniche, cataratta in stadio avanzato), di certe condizioni (traumi, infiammazioni) e di alcuni farmaci (per esempio i corticosteroidi e gli antidepressivi triciclici).
  4. Il glaucoma congenito, generalmente dovuto a difetti nello sviluppo fetale, può manifestarsi alla nascita o nelle prime settimane di vita con elevati valori pressori che possono provocare accrescimento del bulbo oculare (buftalmo=occhio di bue), dolore, lacrimazione e fotofobia nel bambino. Pur essendo una forma di glaucoma molto rara (secondo le stime colpisce un neonato ogni 10mila) è una delle cause più frequenti di ipovisione e di cecità infantile.

Diagnosi di glaucoma

La diagnosi di Glaucoma avviene mediante visita oculistica che solitamente prevede:

  • Misurazione della pressione intraoculare (tonometria) per individuare tempestivamente un valore elevato di pressione oculare.
  • Valutazione oftalmoscopica dell’aspetto del nervo ottico.
  • Perimetria computerizzata per misurare la sensibilità delle diverse zone della retina.
  • Misurazione dello spessore corneale mediante pachimetria: i pazienti con cornea sottile hanno un maggiore rischio di sviluppo e progressione del glaucoma; inoltre, nelle persone con cornea sottile la pressione intraoculare si attesta su valori più bassi rispetto alle persone con cornea più spessa).

Come si cura il glaucoma

Sebbene non esistano cure definitive per il Glaucoma, la malattia può essere controllata con terapie adeguate. Il paziente glaucomatoso, infatti, deve sottoporsi a controlli oculistici frequenti e curarsi per tutta la vita.

A oggi esistono tre tipologie di trattamenti da valutare con l’oftalmologo:

  1. Terapia farmacologica: quasi sempre topica, prevede l’instillazione di colliri con regolarità e senza sospensioni. Talvolta la terapia può dare luogo a effetti indesiderati (bruciore, arrossamento dell’occhio, mal di testa) che devono essere comunicati al proprio medico oculista senza sospendere la cura.
  2. Laserterapia: viene impiegata per allargare i canali da cui defluisce l’umore acqueo senza praticare alcuna incisione.
  3. Terapia chirurgica: mediante trabeculectomia si esegue quando i trattamenti farmacologici non sono più tollerati o non sono più efficaci. In questi casi si crea artificialmente un canale da cui l’umore acqueo possa defluire. La scelta di intervenire chirurgicamente per preservare la funzionalità visiva esistente dipende dallo stadio e dalla progressione della malattia.

Prevenire il glaucoma

La prevenzione del glaucoma è di tipo secondario, ossia, va fatta mediante diagnosi precoce. Sottoporsi con regolarità a controlli oculistici completi frequenti è la migliore difesa contro il glaucoma e per proteggere la propria vista.

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Fonti:

http://www.salute.gov.it

http://www.iapb.it

http://www.aisgonline.it

08/03/2017
22/02/2017
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