L’acrofobia è la paura di cadere nel vuoto: la fobia delle altezze che si manifesta in chi soffre “di vertigini” quando si affaccia dal balcone di un palazzo, da un velivolo o si sporge da un’altura. C’è chi di fronte al vuoto non prova alcun malessere e chi, invece, viene quasi paralizzato dalla paura riportando sudorazione, incapacità di movimento, giramenti di testa, senso di soffocamento, tachicardia.

Per alcuni non c’è bisogno di affacciarsi da quinto piano per lasciarsi bloccare dalla paura: bastano pochi metri per stare male. Anche salire sui gradini di una scala può voler dire non riuscire più a scendere senza farsi aiutare. In questi casi l’acrofobia diventa quasi invalidante. Attacchi di panico e ansia di fronte allo stress provocato dall’altezza non sono fenomeni rari.

Chi ne soffre in genere tende a evitare i luoghi esposti e dunque ad aggirare la paura dell’altezza. Un problema che comunque si può affrontare con un aiuto psicologico oppure mettendo in pratica qualche rimedio da soli.

Acrofobia, da cosa dipende la paura delle altezze

Esistono situazioni pericolose oggettivamente: camminare su un passaggio stretto sull’orlo di un precipizio sicuramente lo è. Esistono però anche situazioni in cui ci si trova a una certa altezza da terra ma in condizioni protette. Nessuno in questi ultimi contesti è mai caduto “di sotto” a causa dell’acrofobia, eppure il timore più grande di chi ne soffre è proprio quello di scivolare giù o addirittura di avere l’impulso di buttarsi.

Questa paura inconscia di morire a causa di un salto dall’alto può nascere da un’esperienza traumatica, come un incidente o una caduta, non necessariamente rovinosi né direttamente accaduti alla persona interessata, ma è legata anche a un fattore evolutivo. La paura dell’altezza è normale nell’essere umano: è un meccanismo di difesa dell’organismo di fronte a situazioni pericolose. Nelle persone che soffrono di acrofobia questo meccanismo è amplificato.

Acrofobia, come superare la paura delle altezze

Per superare la paura delle altezze, la psicoterapia è l’aiuto più efficace e risolutivo. Si può comunque procedere per micro-obiettivi, cercando di affrontare la fobia piano piano, senza evitare questa volta lo stato di ansia generato dalle altezze ma facendovi abituare il corpo gradualmente.

Non rimuovere dunque la paura, ma starci dentro. Esistono tanti libri, manuali, guide pratiche su questo argomento: leggerli può essere un valido aiuto per cominciare a prendere consapevolezza del disagio partendo dal presupposto che sconfiggere una paura significa anzitutto conoscerla. È importante misurare di volta in volta i propri limiti di tolleranza cercando di spingersi sempre un po’ più in là. Se affacciarsi dall’ultimo piano di un edificio risulta impossibile, si può iniziare facendolo dal balcone al primo piano, tornare indietro, riprovarci ancora finché non ci si sente pronti ad affacciarsi anche dal secondo piano. E così a procedere.

Per molte persone il fai da te non è possibile: l’acrofobia può essere talmente invalidante da sabotare qualunque tentativo di superamento dei blocchi psicologici. In questi casi ci vuole un aiuto esterno. Per gli amanti del trekking, che dunque hanno già dimestichezza con le altezze, ma che vorrebbero fare anche delle arrampicate in montagna e non ci riescono a causa della paura, esistono le palestre specializzate dove si può simulare l’arrampicata su una parete gradualmente e in tutta sicurezza. Non si tratta soltanto di allenamento sportivo: i trainer qualificati sono a disposizione per aiutare ad affrontare anche i timori normali legati a questo tipo di sport.