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Antipertensivi: quando e come usarli

antipertensivi quando e come usarli

Cosa sono gli antipertensivi

Il medico ha oggi a disposizione molti farmaci per ridurre la Pressione sanguigna con meccanismi d’azione diversi: diuretici, α- e ß-bloccanti, calcio antagonisti, ACE-inibitori, sartani e molti altri.

Solo i grandi studi clinici internazionali permettono di orientarsi in questo labirinto di antipertensivi: ciascuno soprattutto adatto a particolari sottogruppi di ipertesi con specifiche caratteristiche. In molti casi, si tratta ormai di farmaci 'generici' e basso costo, ma altrettanto efficaci e sicuri dei farmaci 'griffati'.

L’importanza di controllare sempre la pressione sanguigna

Perché è importante tenere sotto controllo la pressione sanguigna, controllandola spesso e mantenendola nei suoi limiti ideali di 80/120 mmHg?

(Limiti ideali, rispettivamente, della pressione minima o diastolica e di quella massima o sistolica). L’ipertensione non sembrerebbe nemmeno una malattia perché è di solito priva di sintomi, se non per qualche giramento di testa e qualche Cefalea per livelli di pressione massima elevati.

Il vero pericolo è soprattutto la pressione che sembrerebbe più innocente, la minima: già livelli di pressione diastolica di 95-100 mmHg danneggiano lentamente e silenziosamente le arterie più piccole soprattutto del cuore, degli occhi e del rene.

L’oculista, per esempio, esaminando il fondo dell’occhio riconoscerà immediatamente per la particolare lucentezza i piccoli vasi arteriosi induriti dalla pressione elevata di un iperteso che non sapeva di esserlo. All’atto pratico, un’ipertensione, troppo spesso ignota a moltissimi che ne sono colpiti, è più o meno sempre presente nei pazienti con problemi cardiaci, renali o oculari.

L’importanza di assumere sempre con costanza l’antipertensivo prescritto

Di conseguenza, è importante controllare la pressione ogni volta che si va dal medico; soprattutto, dopo la diagnosi, è importante assumere senza interruzioni l’antipertensivo che è stato prescritto dal medico per evitare che i danni dell’ipertensione peggiorino silenziosamente.

Come detto, il problema principale dell’ipertensione è che la pressione alta non dà sintomi, mentre gli antipertensivi possono causare piccoli effetti indesiderati: per esempio, un po’ di tosse nel caso degli utilizzatissimi ACE-inibitori. Tuttavia, il rischio dei silenziosi danni dell’ipertensione è troppo elevato: occorre a tutti i costi evitare d’interrompere l’assunzione dell’antipertensivo, anche a costo di qualche piccolo effetto indesiderato.

Se proprio gli effetti collaterali sono insopportabili, senz’altro il medico saprà trovare un altro antipertensivo altrettanto efficace, ma che darà meno problemi. L’importante è non interrompere mai la costante assunzione del farmaco secondo le raccomandazioni del medico.

In conclusione

Diagnosticare l’ipertensione è fondamentale per evitare i subdoli, ma a lungo termine gravi e irreversibili danni di questa comunissima malattia con pochi sintomi. Fondamentale responsabilità del paziente per evitare i silenziosi danni che l’ipertensione gli infliggerà col tempo è assumere con regolarità il farmaco che il suo medico ha scelto per lui.
05/05/2016
14/02/2011
TAG: Farmacologia | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Ipertensione