Prevenire il Melanoma: quali sono i controlli da fare?

prevenire il melanoma quali sono i controlli da fare
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Fa la sua comparsa in genere tra i 30 e i 60 anni e rappresenta il 2-3 per cento dei tumori. Con il termine melanoma si intende un cancro della pelle che trova la sua origine nei melanociti, le cellule che hanno la funzione di produrre melanina, la sostanza responsabile del colore della pelle. Esso può formarsi o in zone dell'epidermide più scure ma prive di nei o in nei già esistenti.

I melanomi si classificano in genere in in quattro stadi (da I a IV) mentre lo stadio 0 indica il melanoma in situ, ovvero quello che interessa solo lo strato superiore della pelle.


Per approfondire guarda anche “Cancro della pelle“
 

Alcuni numeri

Secondo i dati raccolti dall'Airtum (http://www.registri-tumori.it/cms/), l'Associazione Italiana Registri Tumori, in Italia ci sarebbero circa 13 casi ogni 100 mila persone. Ciò significa che è possibile fare una stima di 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne.
 

Cause

I fattori che possono causare lo sviluppo di un melanoma sono certamente molteplici. In primis vi sono particolari caratteristiche fisiche, come una carnagione e occhi chiari, capelli rossi o biondi e una certa presenza di lentiggini nel corpo. Poi da non sottovalutare la presenza di nei e in particolare di nuove formazioni. Un campanello d'allarme può essere la presenza di oltre 100 nei. Scottature solari nell'infanzia e adolescenza ed esposizioni al sole intense rappresentano certamente dei fattori di rischio di un certo rilievo. Stare troppe ore al sole, infatti, può danneggiare il Dna e innescare una trasformazione tumorale. A tal riguardo è bene ricordare che anche lettini solari e lampade vanno usati con estrema attenzione. Una certa importanza hanno inoltre le caratteristiche genetiche, l'insufficienza del sistema immunitario e la familiarità, ovvero la presenza di almeno un altro caso di melanoma in famiglia.
 

Quando preoccuparsi

Prima di ricorrere a delle diagnosi più approfondite, un primo passo è quello di effettuare un autoesame della cute. Il modo migliore per eseguirlo è dopo la doccia, in una stanza ben illuminata con uno specchio intero. Quando un neo, di recente formazione o presente da sempre assume una forma diversa, irregolare, cambia colore, cresce, prude e ha una forma frastagliata, è certamente indispensabile andare da un dermatologo che deciderà se è il caso o meno di asportarlo.
 

Diagnosi e controlli da fare

Il dermatologo effettuerà in primis una visita di tutti i nei vecchi e nuovi presenti nel corpo, valutando la storia familiare e la presenza di segni e sintomi del melanoma cutaneo. Per essere certi di trovarsi di fronte a un caso di tumore, è assolutamente necessario che il neo e la zona sospetta vengano rimossi chirurgicamente attraverso una biopsia. Un esame istologico consentirà di accertare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Il risultato dell'esame consentirà poi di stabilire spessore e tipo di melanoma e muoversi per programmare gli interventi successivi. Esami di diagnostica per immagini come raggi x del torace, TAC, PET e risonanza magnetica sono certamente importanti per definire se e dove la malattia si è estesa.
 

Prevenzione

Esistono comportamenti che possono ridurre il rischio di sviluppare melanomi. È fondamentale esporsi in modo moderato al sole fin dalla più tenera età, soprattutto evitando le ore più calde e riducendo al minimo l'uso di lettini e lampade abbronzanti. Sotto il sole è consigliabile indossare cappelli e occhiali da sole e creme protettive. È importante controllare periodicamente i propri nei: un auto esame a volte può permettere infatti di identificare in tempo dei cambiamenti e intervenire nel più breve periodo possibile.
 

Cura

Per quando riguarda i trattamenti, oggi è possibile scegliere tra la chirurgia che spesso cura in modo definitivo la malattia nella fase iniziale. La radioterapia si usa per trattare il melanoma che si ripresenta dopo un altro trattamento o come terapia adiuvante dopo la chirurgia. La chemioterapia in genere non è molto efficace, ma può essere utile per alleviare i sintomi nelle fasi avanzate. Esistono inoltre dei vaccini e terapie mirate, mentre sono in fase di studio anche altre strategie immunoterapiche.
 
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