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Respirazione artificiale: come soccorrere una persona in difficoltà

respirazione artificiale come soccorrere una persona in difficolta

Sperando che non vi succeda mai, ecco le indicazioni per soccorrere una persona infortunata che ha bisogno di aiuto, nell'attesa che giungano gli opportuni soccorsi.
Se la persona colpita da un malessere non respira più (per annegamento, inspirazione di gas o fumo, avvelenamento, folgorazione) si hanno in generale meno di 4 minuti per riuscire a salvarle la vita, mettendo in atto le tecniche di respirazione artificiale.

La respirazione artificiale serve ad ossigenare la persona infortunata in attesa che la sua respirazione naturale riprenda autonomamente.

Sebbene la respirazione artificiale maggiormente consigliata sia quella con il pallone ambu, non essendo questo strumento disponibile per il personale non medico, in caso di infortunio, ben sapendo quanto poco tempo è a nostra disposizione per salvare la vita di una persona, è bene procedere con la respirazione bocca a bocca. Nel caso in cui l'infortunato sia un bambino, poi, la respirazione va estesa anche al naso, ma riducendo la forza e la quantità delle insufflazioni.

Per effettuare una efficace respirazione bocca a bocca, innanzitutto bisogna posizionarsi accanto alla vittima, su di un lato, ponendo sotto al suo collo qualcosa che tenga la testa reclinata.

Ricordate anche di liberare la bocca, ed eventualmente la gola, da ostruzioni (vomito, sangue, Protesi dentarie) e di allentare i vestiti se sono troppo aderenti.

Ponete poi una mano sulla fronte dell'infortunato e l'altra sotto la nuca; in questo modo la lingua si solleverà e non ostruirà le vie respiratorie. Talvolta basta anche soltanto questa manovra perché la vittima riprenda a respirare da sola.

Se la respirazione non riprende autonomamente, chiudete le narici dell'infortunato e, dopo aver posizionato le vostre labbra su quelle della vittima in modo da ottenere una chiusura ermetica, insufflate l'aria che avete inspirato.

Assicuratevi, durante questa manovra, che la gabbia toracica dell'infortunato si alzi: sarà il segno che l'aria da voi espirata nei suoi polmoni stia veramente entrandovi. Per le prime insufflazioni, ripetete la manovra in continuazione (appena il tempo per voi per inspirare) per almeno 3-4 volte consecutive, poi aspettate che il torace della vittima si abbassi per svuotarsi.

Soltanto allora riprendete l'insufflazione e continuate finché la respirazione della vittima non riprende normalmente o finché non arriva un medico. È importante anche verificare l'esistenza dell'attività circolatoria; per fare questo, sarà sufficiente tastare la carotide, che può essere facilmente trovata nella parte laterale del collo dal lato dove vi trovate.

Non dimenticate piccoli accorgimenti prima di iniziare la respirazione bocca a bocca: se la causa dell'arresto respiratorio è un avvelenamento, questa manovra potrebbe essere pericolosa; cercate di effettuare la respirazione con gli apparecchi appositi.

Se invece l'arresto respiratorio è dovuto a folgorazione, non dimenticate di isolare la vittima prima di avvicinarvi, altrimenti potreste essere colpiti dalla stessa folgorazione, se la fonte elettrica è ancora a contatto con la vittima; se l'incidente è dovuto ad inalazione di gas o fumo, portate l'infortunato prima all'esterno dell'ambiente.

 

01/04/2015
06/03/2013
TAG: Medicina d'emergenza-urgenza | Polmoni e bronchi