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Smettere all'improvviso di fumare: i vantaggi

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Nuovi importanti spiragli nella lotta al tabagismo. Se è vero che da sempre medici e scienziati si sono interrogati se fosse meglio dire addio alle bionde in modo graduale o con uno stacco netto, oggi a rispondere al quesito sono i ricercatori del team di Nicola Lindson-Hawley della University of Oxford.

La ricerca

In uno studio pubblicato lunedì 14 marzo su Annals of Internal Medicine, infatti, i ricercatori hanno valutato gli effetti della cessazione del fumo in un gruppo costituito da grandi fumatori. Oggetto di esperimento ben 697 pazienti, che sono stati suddivisi in due gruppi. Di questi 342 riducevano gradualmente il numero delle sigarette e 355 hanno smesso di fumare da un giorno all’altro. Ogni ‘cavia’ aveva un ‘giorno di interruzione’ due settimane dopo l’ingresso nello studio, con un incontro con un membro del team di ricerca una volta a settimana. Prima di iniziare lo studio si è evidenziato che metà delle persone avrebbe preferito diminuire gradualmente, un terzo bruscamente e il resto non aveva particolari preferenze. Informazioni che, comunque, non hanno influito nella scelta del gruppo.

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Risultati ottenuti

Alla fine dello studio si è potuto appurare che nel gruppo graduale i partecipanti hanno ridotto il consumo di sigarette del 75 per cento nelle due settimane. In questo periodo ai partecipanti erano stati forniti cerotti alla nicotina d una scelta tra gomme da masticare, pastiglie, spray nasali, tavolette sublinguali, inalatori, o spray orali. Nel gruppo ‘brusco’ i partecipanti hanno ricevuto cerotti alla nicotina da 21 mg per 24 ore, ma non altri prodotti. Dopo quattro settimane, il 40 per cento del gruppo graduale continuava a non fumare, mentre nell'altro gruppo la percentuale saliva al 49 per cento. Gli esami sono stati ripetuti sei mesi dopo e si è potuto evincere che il 15 per cento di chi aveva smesso in modo graduale e il 22 per cento di chi aveva smesso bruscamente era ancora astinente.

Il parere degli studiosi 

Secondo quanto sostiene l’autore principale dello studio Nicola Lindson-Hawley, ricercatore post-doc dell’università di Oxford, “per molte persone, il metodo più semplice di smettere di fumare è ridurre gradualmente il numero di sigarette”. La dottoressa Lindson-Hawley spiega che “ci sono molte prove che suggeriscono che se qualcuno vuole smettere di fumare il modo migliore per farlo è cercando aiuto sotto forma di consulenze sul comportamento e trattamenti come la sostituzione della nicotina, per esempio cerotti o gomme da masticare, oppure la vareniclina. Tuttavia, ci sono benefici anche dalle linee telefoniche per chi vuole smettere, in particolare se queste forniscono un supporto proattivo per chi sta smettendo”. 
Secondo i risultati raggiunti in fase di ricerca, "quelli che scelgono di smettere gradualmente sono spesso più dipendenti ed hanno fallito di smettere bruscamente diverse volte in precedenza - osserva il  dottor John Hughes dell’Università del Vermont a Burlington-. Circa un terzo dei tentativi di smettere includono una riduzione graduale".
“Tuttavia - aggiunge la dottoressa Lindson-Hawley - è meglio smettere di fumare improvvisamente, e il nostro studio ha trovato delle prove che supportano questa tesi. Quello che abbiamo scoperto è che più persone sono riuscite a smettere quando hanno deciso di non fumare più da una momento all’altro rispetto a quando hanno ridotto gradualmente il consumo”.

Per approfondire guarda anche “Cessazione del fumo“

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TAG: Igiene e medicina preventiva | Medicina delle dipendenze | Ricerca | Pneumologia | Polmoni e bronchi | Malattie dell'apparato respiratorio | Apparato Respiratorio
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