Con il Covid, la Dad ovvero la didattica a distanza è diventata necessariamente parte integrante degli strumenti per l’apprendimento, con effetti anche negativi sul benessere dei più giovani. Per i bambini, il dialogo e il confronto diretto con il gruppo dei pari rappresentano esperienze fondamentali per lo sviluppo psicofisico e relazionale ma la condizione di isolamento a cui sono costretti li fa sentire sempre meno concentrati, più ansiosi e disorientati. I genitori, però, possono intercettare segnali di disagio e aiutare i propri figli a rendere più efficace l’apprendimento a distanza. Ecco come.

Covid e Dad: come capire il disagio psicologico di uno studente?

Non vi sono ancora evidenze scientifiche riguardo gli effetti a lungo termine della pandemia e della didattica a distanza, ma ad oggi si registra l'insorgenza di disagi psicologici legati a differenti fattori:

  • la paura del covid
  • il distanziamento sociale
  • il cambiamento della routine
  • la mancanza di una prospettiva

È sempre complesso poter riconoscere i disagi legati alla sfera psicologica, soprattutto quando si tratta di bambini e adolescenti, ma esistono alcuni indicatori di malessere quali:

  • ansia
  • stress
  • disturbi del sonno
  • scarsa concentrazione
  • eccessivo attaccamento alle proprie figure di riferimento
  • aggressività e litigiosità
  • sbalzi d’umore che variano dalla tristezza all’evidente irritabilità
  • noia
  • solitudine
  • tendenza a limitare le proprie attività
  • molto tempo trascorso davanti ad uno schermo oltre la Dad
  • rapporti limitati con il gruppo dei pari.

Consigli per i genitori: come aiutare un bambino ad affrontare al meglio la didattica a distanza

Da un punto di vista pratico aiutare i propri figli ad affrontare con maggior serenità la didattica a distanza significa dare loro delle linee guida da seguire giorno dopo giorno, per poter ricreare una nuova routine:

  • prepararsi come se dovessero andare a scuola;
  • definire un luogo stabile e confortevole per poter seguire le lezioni online;
  • interagire attivamente nonostante il limite dello schermo.

Questa situazione, seppur complessa, può rendere autonomi e consapevoli i ragazzi.

Da un punto di vista psicologico invece è necessario osservare alcuni segnali non verbali ed aprirsi al dialogo. Come?

  • Attraverso il coinvolgimento e la motivazione da parte dei genitori;
  • proponendo delle attività alternative che possano distogliere l’attenzione ed allentare le tensioni;
  • tenendo conto della fascia di età, bisogna aprirsi ad uno stile comunicativo adeguato, ascoltare e favorire una comunicazione emozionale parlando di come ci si sente. Sia bambini che adolescenti necessitano di ricevere informazioni oneste e di rassicurazioni, altrimenti si rischia di confonderli e spesso loro tendono a dare un senso alle situazioni che vivono in modo autonomo ma disfunzionale.
  • stimolando i ragazzi a svolgere attività fisica per determinare una regolarità emotiva riducendo i livelli lo stress. Lo sport aiuta anche la concentrazione.

Inoltre, sempre nel pieno rispetto dell’età e delle passioni dei bambini e/o adolescenti, si dovrebbe nutrire l’anima attraverso alcune attività creative:

  • ascoltando musica o consigliando ai propri figli canzoni significative, una forma di scambio emozionale;
  • guardando un film o leggendo un libro da scegliere insieme;
  • stimolando la scrittura, la pittura, il disegno.

Aspetti che regalerebbero momenti di leggerezza contemporaneamente sia ai figli che ai genitori.

Tuttavia gli adulti, le figure di riferimento, non sono esenti dal disagio di questo momento così difficile e possono vivere a loro volta un momento di smarrimento. Non sempre possono riuscire a supportare autonomamente i ragazzi e, in alcuni casi, affidarsi ad un professionista potrebbe essere la soluzione per aiutare i giovani a sciogliere nodi profondi legati ad un momento di crescita che già normalmente genera stati di malessere, ma che in concomitanza con la pandemia e la didattica a distanza non può che acuire alcune sofferenze.

Non dimentichiamo che la mente è strettamente connessa al corpo e l’emotività è l’essenza di ognuno.

Hai bisogno di parlare con uno specialista?

Se hai notato dei possibili segnali di disagio da parte di tuo figlio e hai bisogno di confrontarti con uno specialista per capire come aiutarlo, puoi contattare direttamente la Dr.ssa Roberta Senese e avviare subito una chat per una consulenza privata.