Per vivere in sicurezza e nel modo più naturale i nove mesi di gravidanza, il Ministero della Salute raccomanda alle future mamme di sottoporsi a tre ecografie di screening per monitorare il percorso di crescita del nascituro.

 

La prima ecografia: quando farla  

La prima ecografia andrà programmata durante il primo trimestre, preferibilmente tra l’11esima e la 13esima settimana, per ottenere il maggior numero di informazioni. Si tratta di un esame necessario al fine di:

  • verificare la vitalità del feto, rilevando il suo battito cardiaco;
  • stabilire l’esatto numero di settimane di gravidanza e la data presunta del parto;
  • la presenza di uno o più embrioni e quindi segnalare un possibile parto gemellare.

Le apparecchiature ecografiche moderne, in questo primo periodo, permettono di osservare molte strutture anatomiche come il cuore, il cervello con i suoi emisferi, stomaco e vescica se almeno parzialmente pieni, sui quali si possono già evidenziare eventuali malformazioni.

Inoltre, durante questa prima ecografia, è molto frequente osservare i movimenti del feto, da quelli bruschi del tronco alle rapide variazioni di posizione.

La seconda ecografia: la morfologica

Tra le 19 e le 21 settimane, nel secondo trimestre di gravidanza, viene eseguita la “morfologica”, una delle ecografie più importanti di tutta la gravidanza.

In questa fase la formazione dei tessuti e degli organi definitivi del feto si è conclusa e la finalità di questo esame è proprio quella di verificare il regolare sviluppo e la crescita globale del bambino. Infatti, è possibile valutare il rischio di anomalie cromosomiche o genetiche.

Inoltre, viene controllata anche la posizione della placenta e la quantità di liquido amniotico, che viene misurato se appare ridotto o aumentato.   

Dalla sedicesima settimana è possibile osservare anche il sesso del nascituro, di solito valutato proprio durante l’ecografia morfologica, oltre a misurare le dimensioni della testa, dell’addome e del femore fetale. In questo stadio dello sviluppo si osservano anche movimenti di flessione ed estensione degli arti molto più affinati.

Terza ecografia: il controllo conclusivo

L’ultima ecografia è prevista nel terzo trimestre, fra la 30esima e la 34esima settimana, per controllare sostanzialmente l'accrescimento e il benessere fetale.

L’obiettivo di questa ecografia è riconfermare il regolare sviluppo di alcuni organi e apparati oltre che eventuali anomalie non emerse nelle precedenti ecografie. La terza ecografia permette anche di vedere com’è posizionato il feto e osservare la sua eventuale incanalatura a testa in giù. La conoscenza di questo dato diventa importante per il medico e l’ostetrica per arrivare preparati al parto, che generalmente avviene tra la 38esima e la 42esima settimana.

Altri esami specifici in gravidanza

I tre esami ecografici per come descritti, si riferiscono ad una gravidanza con decorso fisiologico non problematico, con il corretto sviluppo del feto.

Qualora, invece, si evidenziassero anomalie o specifiche malformazioni, il medico raccomanderà di integrare le ecografie con degli esami più scrupolosi, in base alla problematica riscontrata.

Ad esempio, se si sospetta un rallentamento della crescita fetale, sarà necessario un monitoraggio dello sviluppo e uno studio della circolazione sanguigna della placenta e del feto nei suoi vari organi; diversamente, se si sospettano problemi anatomici, dovrà essere effettuata un’ecografia detta “di secondo livello”, che in alcuni casi può essere eseguita con tecnologia 3D, capace di restituire una riproduzione tridimensionale dell’immagine ben  dettagliata, a conferma o esclusione dei sospetti emersi con l’ecografia bidimensionale.

Un’attenzione particolare, infine, è data anche agli esami che possono segnalare la possibilità che un feto sia affetto dalla sindrome di Down.