Pianificare un parto in casa: quando è possibile?

pianificare parto in casa quando e possibile
gosalute walter gianno avatarWalter Giannò Giornalista esperto in salute e benessere

Si può partorire in casa? Sì, ma occorre informarsi a dovere, prendere le precauzioni giuste e, ovviamente, parlarne anzitempo con il proprio medico.
Innanzitutto, sono vari i motivi che spingono una madre a dare alla luce un bambino tra le mura domestiche: il desiderio di partorire in un ambiente familiare, rilassante, circondata da persone selezionate (tra cui soprattutto il padre che, in un ospedale, potrebbe avere difficoltà ad assistere); o ancora di indossare i propri vestiti, fare una doccia o un bagno, mangiare, bere e muoversi liberamente durante il travaglio, partorire senza l'intervento di un medico. Inoltre, è chiaro che un parto a casa ha un costo più basso rispetto a uno effettuato in clinica.

Tuttavia, non tutte le future mamme hanno la possibilità di partorire a casa. Ecco perché è necessario consultare preventivamente il medico di famiglia. Tale pianificazione domestica, infatti, va esclusa per chi soffre di diabete, ipertensione cronica e per chi, in linea generale, ha una patologia cronica. Poi, il parto in una struttura ospedaliera è vivamente consigliato alle madri che hanno già avuto un cesareo, in caso di complicanze durante la gravidanza o se il bambino non si trova in una posizione corretta per nascere in maniera naturale e, soprattutto, senza rischi, nonché se si è incinte da meno di 37 o da più di 41 settimane.

Possono accadere, infine, casi in cui, nonostante la pianificazione di un parto in casa, bisogna ugualmente ricorrere alle cure in un ospedale, ad esempio nel caso di segni di sofferenza da parte del neonato: è il caso, ad esempio, della presenza di un battito cardiaco anomalo.

Come pianificare un parto in casa

Innanzitutto, occorre affidarsi a un operatore sanitario che assisterà alla nascita: in tal senso, è meglio ovviamente puntare su chi ha una competenza certificata. Poi, è utile stilare un ‘piano di nascita’, con il quale decidere il luogo del travaglio e del parto, i metodi per affrontare il dolore, la possibilità o meno di allattare il bambino e tutti gli strumenti necessari (asciugamani, lenzuola e rivestimenti protettivi per il pavimento e il materasso).

Inoltre, è altrettanto importante preparare un eventuale trasferimento in ospedale, soprattutto in presenza di determinati segni e sintomi, magari calcolando la distanza temporale che c’è tra la propria casa e la struttura e assicurandosi di avere accesso ai mezzi di trasporto.

Infine, bisogna scegliere un pediatra così da programmare un esame medico per il bambino pochi giorni dopo la nascita.

Il parto in casa in Italia

Secondo i dati diffusi di recente dall’Istituto Mario Negri di Milano, lo scorso anno, nel nostro Paese, sono nati, tra le mura domestiche, poco meno di 500 bambini. Un numero, comunque, che potrebbe essere anche più alto, dal momento che non possono essere conteggiate le nascite clandestine che avvengono in alcune etnie, come nel caso dei Rom.

In Italia, comunque, il parto naturale è sconsigliatissimo dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN), per cui - come dichiarato dalla pediatra e neonatologa Lina Bollani - tra le mura domestiche non sono garantite le misure di sicurezza necessarie in caso di problemi che possono subentrare. Ad esempio non c'è una rete capillare di ambulanze e, quando questa è garantita, bisogna fare i conti con la vicinanza e raggiungibilità di Terapie Intensive Neonatali”.

“Aggiungerei - ha continuato la dottoressa Bollani, membro del SIN - che anche per la mamma deve essere garantita, in situazioni di emergenza, la vicinanza di un centro in grado di prestare assistenza 24 ore su 24, come la disponibilità di sala operatoria per il taglio cesareo sempre H24 con inizio dell'intervento entro 30 minuti e possibilità di trasfusione in caso di sanguinamento”.

Per l’Associazione Nazionale Ostetriche, invece, una donna che non presenta particolari problemi di salute non ha nulla di cui avere paura se si affida alle cura di un professionista.

 

Per approfondire guarda anche: “Parto“

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