Tonsille infiammate: cosa fare

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Le tonsille sono state, sono e saranno sempre lo spauracchio dei bambini. Chi di noi, infatti, non ricorda qualche parente o anche se stesso nel lettino di un ospedale dopo un intervento di tonsillectomia a mangiare gelato perché la ferita si rimarginasse più in fretta? Ogni anno sono stimati circa 70.000 casi di tonsillite, soprattutto tra i bambini, trattata con intervento chirurgico. Ma cosa sono le tonsille? E a cosa servono?

Le tonsille sono dei piccoli organi afferenti al sistema linfatico, poste dietro la lingua, visibili soltanto praticando alcune manovre mediche. Fondamentali per la costituzione delle difese immunitarie, sbarrano il passaggio all'ingresso dei microbi attraverso la bocca. Purtroppo, però, si infiammano spesso, diventando così un veicolo per infezioni più pericolose. Quando questo accade, può essere necessario intervenire chirurgicamente, asportando i due organi.
 

I sintomi della tonsillite

Si parla in generale di tonsillite acuta quando il bambino ha febbre, mal di gola, arrossamento delle tonsille, Dolore nell'atto di ingoiare, ingrossamento dei linfonodi del collo. L'infezione si verifica di solito tra i 4 e gli 8 anni e spesso si accompagna ad infiammazione alle adenoidi. La Tonsillite acuta viene curata con antibiotici, antinfiammatori ed antipiretici a seconda che l'agente sia virale o batterico.

Se il bambino non risponde alla terapia, allora va valutata l'ipotesi di un intervento chirurgico, prima che l'infezione si cronicizzi e attacchi altre parti del corpo. Solitamente, le recidive che poi portano all'intervento vengono provocate da un particolare streptococco, detto streptococco beta emolitico di gruppo A, che addirittura pare trasformi la semplice tonsillite in una patologia reumatica articolare acuta.

Complicazioni della tonsillite recidivante riscontrate nel bambino possono essere: ritardi gravi nella crescita, apnee notturne e russamento, infezioni dell'orecchio fino alla perforazione della membrana timpanica, glomerulonefrite che può risolvere a lungo andare anche in insufficienza renale, affollamento dentario, malocclusione, palato ogivale.

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Indicazioni all'intervento

Negli ultimi tempi la tonsillectomia, che è sempre stato considerato un intervento di routine, è stato visto con un approccio più critico. Data l'importante funzione immunitaria delle tonsille, ora si cerca di evitare la loro asportazione se non in casi eccezionali, quando è veramente necessario. Ci sono precise indicazioni che fanno dell'intervento chirurgico l'unica terapia possibile ed efficace:

  • dai 4 ai 7 attacchi di tonsillite all'anno;
  • presenza di tonsillite cronica;
  • presenza di ostruzione respiratoria persistente;
  • ascessi con raccolta di pus;
  • difficoltà nella deglutizione.

 

L'intervento

La tecnica oggi utilizzata per effettuare una Tonsillectomia è detta dissezione in sospensione, in anestesia generale. È la tecnica meno traumatica poiché permette di separare le tonsille dalla loro sede in maniera delicata invece di strapparle come si usava una volta.

Inoltre, con questa tecnica si evitano anche i punti di sutura perché le vene vengono coagulate, riducendo dolore e sanguinamento. Un'altra tecnica è la chirurgia laser, che viene effettuata in ambulatorio, senza ricovero ed in anestesia locale. Il laser ha l'effetto di ridurre le tonsille eliminando la parte superficiale, cioè quella che si infetta e provoca dolore.

29/11/2016
23/11/2010