Scoperto l'ormone che dà il turbo agli spermatozoi

scoperto l ormone che da il turbo agli spermatozoi
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Stop alle immagini degli spermatozoi, regalate da tanti film e cartoni animati, in cui degli ‘esserini’ dotati di coda corrono tutti in fretta, lottando spesso tra di loro, per raggiungere l'ovulo e fecondarlo. Lo spermatozoo, infatti, non è dotato di per sé di quella enorme velocità. A dargli il turbo sarebbe infatti un enzima che risponde al progesterone, un ormone rilasciato dall'ovulo.
A fare questa scoperta un gruppo di scienziati dell'università della California di Berkley e di San Francisco, e della Yale University School of Medicine di New Haven. La ricerca è pubblicata online su Science e aprirebbe allo sviluppo di un contraccettivo unisex ma anche a cure contro l'infertilità maschile.
 

Come funziona il viaggio degli spermatozoi

A differenza di quanto si pensa, gli spermatozoi hanno una capacità motoria piuttosto limitata all'interno dell'apparato riproduttivo maschile. Entrati in contatto con ‘il mondo femminile’ la loro forza motrice da sola non basta per raggiungere l'obiettivo. Per cominciare il loro lungo viaggio verso l'ovulo, infatti, hanno bisogno di una ‘spinta’ che gli viene data dal progesterone, che viene rilasciato dall'ovocita. Sulla membrana esterna degli spermatozoi si trova il recettore dell'enzima ABHD2, la molecola cui si attacca il progesterone.
Non bisogna però pensare che ad avere la meglio sia soltanto uno spermatozoo fin dall'inizio della corsa perché esistono migliaia di recettori sulla superficie della coda degli spermatozoi che ricevono la carica quando si avvicinano all'ovulo, dando vita a una serie di modifiche che li rendono velocissimi e gli danno l'energia per penetrare l'ovulo.
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Il parere dell'esperto

Secondo colui che ha sostenuto la ricerca, Stuart Moss, direttore del Programma di salute riproduttiva maschile presso l'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development degli Nih, è questo “un importante passo avanti nella comprensione di come gli spermatozoi diventano 'super mobilì nel tratto riproduttivo femminile. Lo sviluppo di nuovi composti che bloccano ABHD2 può produrre nuovi metodi contraccettivi per evitare che lo spermatozoo riesca a raggiungere l'ovulo”. E allo stesso tempo “strategie in grado di bypassare o migliorare l'azione di questo recettore potrebbero rappresentare trattamenti contro l'infertilità maschile legata a uno sperma pigro, non sufficientemente mobile”.
 

La scoperta apre le porte a un contraccettivo unisex

Una ricerca, quella finanziata dai National Institutes oh Health americani, ovviamente non fine a se stessa ma che apre a delle possibilità di grande interesse nel campo della contraccezione e dell'infertilità. Ciò a cui stanno pensando i ricercatori, adesso, è un contraccettivo unisex, che vada bene sia per l'uomo che per la donna. Qualcosa infatti si dovesse riuscire a impedire al progesterone di dare benzina allo spermatozoo, quest'ultimo non sarà in grado di raggiungere o penetrare l'ovulo. Questo perché prima dell'inizio della sua fase di iperattività, serve che vi sia un passaggio di calcio dalla sua membrana esterna al flagello, l'appendice simile a una coda usata dal gamete maschile come struttura autopropulsiva per spingersi verso l'ovocita.


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31/03/2016
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Rosaura Bonfardino
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