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Anche i calciatori soffrono di SLA

Anche i calciatori soffrono di SLA

La SLA colpisce solitamente gli sportivi come i calciatori, provocando un indebolimento muscolare che degenera in paralisi.
In questo articolo:

Venuta alla ribalta in Italia con la morte del capitano del Genoa Gianluca Signorini, avvenuta a 42 anni il 6 novembre 2002, la Sclerosi Laterale Amiotrofica - SLA, era in realtà già conosciuta. L'aveva scoperta e descritta un medico di nome Charcot nella Francia del 1874 (in questo paese in fatti la malattia è conosciuta con il nome di malattia di Charcot) ed era diventata già famigeratamente famosa quando, nel 1941, si portò via il campione di baseball Lou Gehrig a soli 38 anni (in America la malattia è conosciuta anche come morbo di Gehrig).

Caratteristiche della Sclerosi laterale amiotrofica

Si tratta di una malattia rara, che provoca un progressivo indebolimento muscolare fino alla paralisi dovuta al danneggiamento dei motoneuroni, cioè quelle cellule che, dal cervello e attraverso il midollo spinale, permettono ai muscoli di ricevere gli impulsi e quindi di muoversi. La malattia purtroppo attacca tutti i muscoli, compresi quelli preposti alla fonazione, alla respirazione, alla masticazione, alla deglutizione, pur lasciando intatti i cinque sensi e le funzionalità vescicale ed intestinale.

Il paziente, quindi, è perfettamente cosciente mentre la malattia progredisce. Essa colpisce perlopiù persone tra i 50 ed i 70 anni con una lieve propensione per il sesso maschile. La morte in genere sopraggiunge per blocco della respirazione o per una superinfezione bronchiale. Nel 10% dei casi circa può essere di origine ereditaria.

La malattia si sviluppa soprattutto in quelle persone che hanno avuto una vita molto attiva, solitamente sportivi, ma possono esserci anche altri fattori che si intersecano. La diagnosi è estremamente difficile, poiché non ci sono avvisaglie e non ci sono esami strumentali che la possano scoprire in tempi piuttosto brevi.

Per porre diagnosi differenziale, infatti, il medico deve sottoporre il paziente ad una serie di esami che escludano altre malattie neurologiche degenerative e mettano in luce via via una sofferenza dei motoneuroni. Il sintomo più evidente è una perdita sempre più accentuata della forza muscolare, al punto che non si riesce neanche a tenere qualcosa in mano.

Purtroppo, non c'è cura per questa malattia perché non si conosce la causa che innesca la degenerazione dei motoneuroni e la conseguente paralisi dei muscoli. Gli unici trattamenti sono volti a garantire al paziente una sopravvivenza quanto più lunga è possibile aiutandolo nella Nutrizione, nella respirazione e nelle altre funzioni vitali.

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La Sclerosi Laterale Amiotrofica o SLA è una grave malattia neurodegenerativa che provoca la perdita del controllo dei muscoli volontari.

Incidenza della malattia tra i calciatori

Negli ultimi anni, l'incidenza della malattia, soprattutto tra giovani calciatori, ha spinto la magistratura ad indagare su un possibile legame tra la SLA e l'assunzione di integratori alimentari. L'ipotesi, ancora tutta da verificare, è che gli integratori, costituiti perlopiù da aminoacidi ramificati, possano avere un qualche ruolo nella degenerazione motoneuronale.

Uno studio condotto da due ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha preso in esame un periodo tra il '60 ed il '96, ha confermato la maggiore Incidenza tra i calciatori italiani rispetto al resto della popolazione, non solo per quel che riguarda il numero di persone colpite, ma anche per quel che concerne l'età di insorgenza.

Lo studio parrebbe confermare un ruolo di primo piano svolto dagli integratori ad aminoacidi ramificati poiché difficoltosi da smaltire e quindi colpevoli di un 'impegno' eccessivo per il cervello e per i muscoli.

Intanto la ricerca continua e va soprattutto in quattro direzioni diverse:

  1. sperimentazione di riluzolo, che ha un effetto antiglutammato, uno dei probabili responsabili dell'eccessiva stimolazione dei motoneuroni;
  2. studi su un enzima, il superossido dismutasi 1, prodotto da un gene alterato ritrovato in alcuni casi SLA, e la malattia stessa;
  3. studi su alterazioni di neurofilamenti;
  4. sperimentazione di farmaci neurotrofici per cercare di arginare la progressione della SLA.
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2017
4 minuti di lettura

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