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7 adolescenti su 10 soffrono di mal di schiena

7 adolescenti su 10 soffrono di mal di schiena

Progetto Colonna è la prima iniziativa che ha deciso di monitorare il fenomeno del mal di schiena tra gli studenti italiani.
In questo articolo:

Quasi 7 adolescenti italiani su 10 (67%) soffrono di mal di schiena e 1 su 3 ne soffre in forma cronica. Questo il dato principale emerso da un’indagine promossa dall’associazione HEMOVE ONLUS (HEalth and Motion VEnice association), su un campione di 141 studenti tra i 15 e i 17 anni, di due licei del Veneto, nell’ambito di un programma educazionale e formativo sulla lombalgia, chiamato Progetto Colonna.


Dall’indagine, inoltre, è stato evidenziato che, per risolvere il problema del mal di schiena, il 41% degli studenti si è sottoposto a visite mediche, il 38% è ricorso a Paracetamolo e quasi 1 su 3 a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), nonostante questi dovrebbero essere usati solo se il paracetamolo non fosse sufficiente o se il disturbo avesse una componente infiammatoria. Il 27%, poi, ha dichiarato di essersi sottoposto a trattamenti riabilitativi.
A causa della lombalgia, infine, 1 adolescente su 4 ha riscontrato difficoltà nello svolgere le normali attività quotidiane.

 

I dettagli del progetto

Progetto Colonna è la prima iniziativa che ha deciso di monitorare il fenomeno del mal di schiena tra gli studenti italiani e sarà estesa nei prossimi mesi anche ad altre scuole italiane, in primis a Padova e Matera.
I dati del progetto sono stati illustrati in occasione del Convegno scientifico Disabilità e malattie reumatiche. Prevenzione, Terapia e Riabilitazione, organizzato dalla stessa Associazione, che da poco si è concluso a Venezia.


Il progetto ha, quindi, coinvolte due scuole superiori venete - il Liceo Marco Polo di Venezia e il Liceo Alle Stimmate di Verona - dove sono stati organizzati corsi educazionali per modificare i comportamenti sbagliati degli studenti, come il mantenimento di posture non corrette, ovvero la principale causa del mal di schiena
I corsi, unici nel loro genere, hanno previsto sia lezioni teoriche su vari aspetti inerenti la colonna vertebrale e il movimento (anatomia, fisiologia, biomeccanica, approccio farmacologico e non), sia lezioni pratiche di posturologia ed ergonomia, con un fisioterapista.


Agli studenti è stato, inoltre, distribuito un libretto informativo, con una sintesi degli argomenti affrontati, e si è richiesto di compilare due questionari: uno per verificare l’eventuale presenza di Lombalgia e capire in che modo venisse trattata, il secondo per misurare il loro stato di salute e la qualità di vita.

 

Le malattie reumatiche e muscolo-scheletriche

Alla base del progetto c’è la constatazione che le malattie reumatiche e muscolo-scheletriche rappresentano la principale causa di disabilità nella popolazione, determinando notevoli costi socio-economici.
Il sintomo più frequente è il dolore, spesso non curato in maniera appropriata, con ricadute negative ulteriori sui pazienti. Si tratta di patologie ancora sottovalutate, dal momento che manca un approccio organico e multidisciplinare che consenta di prevenirle e trattarle adeguatamente.


Leonardo Punzi, presidente di HEMOVE Onlus, nonché direttore UOC di Reumatologia presso l’Azienda Ospedaliera Università di Padova, ha affermato che “diversamente da quanto si possa pensare, la lombalgia è un disturbo invalidante che spesso colpisce anche gli adolescenti, con un impatto considerevole sulla salute in generale e sul rendimento scolastico”.


“L’indagine che abbiamo condotto in alcuni Licei veneti - ha aggiunto - rappresenta il primo studio italiano svolto nelle scuole sull’argomento; i dati emersi sono sorprendenti e confermano quanto sia importante svolgere sui ragazzi un’opera di corretta educazione e prevenzione. Questa attività di divulgazione scientifica deve cominciare già in ambito scolastico, dove purtroppo alle lezioni di scienze si dedicano ancora poche ore”.


“Non è semplice stabilire le cause esatte del mal di schiena - ha continuato Punzi - È presumibile che nella forma più frequente, quella non cronica, entrino in gioco fattori di tipo posturale e alcune scorrette abitudine quotidiane. Per approfondire la natura del disturbo, comunque, quasi la metà degli adolescenti intervistati esegue indagini strumentali, in particolare radiografie, esponendosi a una dose non trascurabile di radiazioni che sarebbe meglio evitare, in età evolutiva. Sul fronte della cura, invece, l’atteggiamento dei ragazzi sembra più corretto: per il Dolore muscolo-scheletrico il paracetamolo deve essere il farmaco di prima scelta, perché più sicuro; solo se questo non fosse efficace o in presenza di una componente infiammatoria, può essere indicato passare ai FANS”.

 

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Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2016
5 minuti di lettura

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