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Mare e montagna in sicurezza

mare e montagna in sicurezza

Le giornate più lunghe, il caldo, le passeggiate, le nuotate ci espongono maggiormente al rischio di 'spiacevoli incontri'. Insetti, animali marini, vipere possono infatti trasformare la vacanza in un vero incubo.

Gli insetti

Innanzitutto, bisogna fare una differenza importante tra insetti che pungono e insetti che mordono. I primi (api, vespe, calabroni ed imenotteri in generale) sono quelli che, se stuzzicati o attaccati, si difendono pungendo; i secondi, invece, sono quelli che mordono le persone e si nutrono del loro sangue, come le zanzare, i tafani, le zecche, i pidocchi, le cimici.

Le femmine di api e vespe sono dotate di un pungiglione a forma di uncino posto sotto l'addome e collegato ad una sacca velenifera. Il pungiglione delle api permette all'insetto una sola puntura: l'insetto, per staccarsi dalla persona punta, causa il distacco dell'addome, che resta attaccato al pungiglione. Per questo motivo il pungiglione dell'ape va estratto integro; tirarlo nel modo sbagliato, infatti, provocherebbe soltanto una compressione dell'addome e un'ulteriore fuoriuscita di veleno. La vespa, invece, può pungere più volte.

Il veleno di questi insetti solitamente è irritante soltanto per la zona colpita e provoca gonfiore, arrossamento e dolore. Maggiore attenzione invece devono porre le persone allergiche a queste sostanze; per loro il rischio è molto più alto, poiché anche una sola puntura può provocare uno shock anafilattico, una crisi allergica che si presenta con prurito, giramenti di testa causati dall'abbassamento di pressione, vampate di calore, pallore, sudorazione abbondante e difficoltà respiratoria.

In questi casi, potrebbe essere utile avere con sé una fiala di adrenalina, che riesce a far dilatare i bronchi, a ridurre l'edema ed aumentare le contrazioni cardiache, evitando anche il rilascio di istamina. Diversamente, è necessario recarsi con urgenza al più vicino Pronto Soccorso.

Tra gli insetti che mordono, invece, in Italia zanzare, tafani e zecche la fanno da padroni. La loro saliva non causa mai shock anafilattico, ma soltanto delle bollicine pruriginose che però possono infettarsi se ci si gratta. Tafani e zanzare provocano prurito e le bollicine causate dai loro morsi vanno via nel giro di qualche giorno; discorso a parte merita invece la zanzara anofele, portatrice della malaria nei paesi tropicali.

La prima terapia è costituita dal ghiaccio appoggiato sulla zona colpita. Se c'è prurito, è possibile utilizzare anche una crema cortisonica oppure degli antistaminici orali.

Per quanto riguarda le zecche, la cosa è un po' più complicata. Le zecche solitamente attaccano gli animali ma talvolta possono anche attaccare l'uomo, in particolar modo chi compie passeggiate nei boschi. Questi insetti sono dotati di apposite propaggini per pungere in maniera indolore, attaccandosi ad un capillare e succhiando il Sangue necessario al loro nutrimento.

Le zecche possono provocare diverse malattie, quali la borreliosi di Lyme, la rickettsiosi e l'encefalite virale, trasmesse attraverso la saliva. Bisogna prestare molta attenzione nello staccare le zecche dal corpo delle persone, poiché nel tentativo di tirarle via si corre il rischio di schiacciarne il corpo, provocando fuoriuscita di umori e, quindi, infezioni. Una volta estratta con le pinzette, la zecca va bruciata o gettata nella tazza del bagno, mentre la zona colpita va lavata e disinfettata e tenuta sotto osservazione per almeno un mese.

La protezione

Per evitare che gli insetti ci attacchino basterà seguire delle semplici regole. Innanzitutto, l'abbigliamento: scegliete sempre abiti a maniche e gambe lunghe durante le escursioni in montagna e campagna e, terminata l'escursione, controllate che non vi siano insetti, soprattutto zecche se andate in montagna, attaccati ai vestiti o alla pelle. Evitate anche profumi, lacche per capelli e deodoranti.

State attenti quando decidete di fare un picnic poiché il cibo attrae soprattutto le vespe e se qualcuna vi si avvicina, non fate movimenti bruschi, perché api e vespe scambiano questi movimenti per attacchi contro di loro. Per la notte, utilizzate insettorepellenti a piastrina o liquidi se siete in un ambiente chiuso, zampironi se siete all'aperto, ma ricordate di aerare la stanza prima di andare a dormire.

Al mare…

Nelle acque italiane è facile incontrare delle meduse; le meduse sono degli animali trasparenti e di consistenza gelatinosa, che catturano le loro prede grazie ai tentacoli contenenti delle sostanze urticanti. A contatto con la pelle, queste sostanze provocano delle vere e proprie ustioni, che causano arrossamento, Dolore intenso e gonfiore.

Per neutralizzare l'effetto di queste sostanze è necessario alterare il pH della zona colpita, passandovi sopra dell'aceto o dell'ammoniaca ed un cubetto di ghiaccio per diminuire il dolore. Va poi applicata una crema cortisonica per alcuni giorni per contrastare l'irritazione ed il bruciore. Altro incontro poco piacevole è quello con il riccio di mare. Poggiare per caso un piede sopra un riccio è molto doloroso e le spine possono spezzarsi e penetrare ancora più a fondo nella pelle, andando a toccare un nervo o un osso, oppure provocando dei noduli.

È opportuno quindi togliere tutte le spine accuratamente con una pinzetta; quelle che non si riescono ad estrarre potranno essere sciolte tamponando la zona colpita con una garza imbevuta di aceto. Un altro animale da evitare è il pesce ragno, altrimenti conosciuto come tracina. È un animale che vive appena sotto la superficie della sabbia lasciando sporgere soltanto l'aculeo pieno di veleno. Quando inavvertitamente ci si posa sopra un piede, il dolore è violento. Bisogna cercare di fare uscire immediatamente il veleno, disinfettare la parte colpita e immergerla in acqua molto calda per almeno 30 minuti.

…e in montagna

Passeggiando in montagna si può la sgradevole sorpresa di incontrare una vipera, l'unico serpente velenoso in Italia. La pericolosità del morso della vipera dipende da vari fattori, primo tra tutti la corporatura della persona morsa e poi anche le condizioni di salute generale, la quantità di veleno, ecc. I primi sintomi dell'inoculazione del veleno della vipera sono gonfiore nella zona attaccata, mal di testa, tachicardia, vertigini.

Per evitare di essere morsi durante questi poco piacevoli incontri si può adottare qualche accorgimento: avvertire sempre della propria presenza battendo il terreno con un bastone, fare attenzione a ciò che si tocca con le mani, indossare calzettoni e scarponcini alti almeno alla caviglia. E se si viene morsi? Innanzitutto, evitare che la persona morsa si muova; l'immobilità infatti riduce l'assorbimento del veleno.

Se si deve trasportare la persona in ospedale, meglio chiamare il soccorso e farla trasportare in ambulanza. Inoltre, è bene applicare un laccio emostatico (o qualcosa che gli somigli) al di sopra della ferita e spostarlo più su di 10 cm ogni 30 minuti. Assolutamente non succhiare, né incidere la ferita perché queste manovre, effettuate da persone poco esperte, potrebbero provocare più danni del morso stesso. Lo stesso vale per l'iniezione del siero antivipera: in soggetti estremamente sensibili può provocare uno Shock anafilattico dovuto all'intolleranza verso le sostanze contenutevi.

 
02/07/2018
10/04/2013
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