Estate: proteggersi dai rischi al mare e in montagna

estate proteggersi dai rischi al mare e in montagna
Scritto da:
Dr.ssa Sonia Maria Devillanova
Specialista in Dermatologia e venereologia e Tricologia

Il rischio maggiore a cui si va incontro in estate, sia al mare che in montagna, sono le Ustioni solari che nell’immediato possono andare da un semplice arrossamento fino a forme più gravi come Ustioni di secondo grado, lucite polimorfa, ma col tempo il sole preso in maniera non adeguata rappresenta l’anticamera di un invecchiamento cutaneo precoce e neoplasie cutanee tra cui il melanoma.

È buona norma utilizzare filtri solari ad alta protezione specifici per età. Nei bambini prevalgono i filtri fisici, che bloccano soprattutto le radiazioni UVB responsabili dell’arrossamento permettendo allo stesso tempo l’assorbimento di altre radiazioni solari essenziali per l’attivazione della vitamina D importante per evitare il rachitismo; negli adulti i filtri sono chimici e fisici.

Applicare il solare circa 20 minuti prima di andare al mare, andrebbe poi rinnovato ogni tre ore. In montagna preferire i solari con percentuali elevate di filtri fisici, in quanto sono maggiori i raggi UVB. Al mare bisognerebbe evitare le ore centrali della giornata, a rischio soprattutto per i bambini, che possono andare incontro con facilità a colpi di calore.

L’eccessiva esposizione diretta al sole provoca un aumento della temperatura corporea, Vasodilatazione, calo della pressione e shock. In attesa di un medico posizionare il bambino all’ombra, sempre sdraiato, cercando di abbassare la temperatura con stracci bagnati sulla fronte, dietro la nuca ed eventualmente un asciugamano bagnato e strizzato per coprire il bambino. Non dare mai bevande fredde.

Al mare è frequente l’incontro con una medusa, tenere presente che la sostanza urticante è termolabile per cui applicare subito la sabbia calda o un sasso caldo sulla zona.

Anche la puntura della tracina è abbastanza frequente, dolorosissima, in attesa del medico cercare di fare uscire il veleno spremendo la ferita, anche qui il calore in parte lo disattiva, portare la persona all’ombra e far bere piccoli sorsi di acqua a temperatura ambiente.

Poche ma importanti regole per la pesca subacquea: chi è alle prime armi non dovrebbe avventurarsi da solo, portare sempre un pallone di segnalazione che non va mai legato al corpo, ma al fucile, così come il retino per i pesci che va attaccato al pallone. Portare sempre con sè un coltello legato al polpaccio.

In montagna c’è il rischio del morso di una vipera: portare sempre con sè un bastone per creare vibrazioni sul terreno, perché il rettile è sordo. In caso di morso, mantenere la calma, se si tratta di un arto fasciare circa 5 cm sopra la puntura senza stringere troppo, se il morso è in altra zona del corpo o nel collo applicare intorno cerotti ben tirati, cercare di spremere la zona del morso per far fuoriuscire il veleno, non farlo mai con la bocca, non somministrare alcun tipo di farmaco prima dell’arrivo di un medico.

 

26/02/2016
06/08/2012
TAG: Estate | Abbronzatura | Dermatologia e venereologia | Salute in viaggio | Pelle
Scritto da:
Dr.ssa Sonia Maria Devillanova
Specialista in Dermatologia e venereologia e Tricologia