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07-11-2018

Aminoacidi per insonnia cronica

Dalla nascita di mio figlio, che mi ha regalato risvegli notturni ripetuti fino all’età di 5 anni, il mio sonno notturno ha smesso di essere ristoratore. Infatti , anche quando le chiamate notturne sono cessate , mi sono resa conto di avere problemi di addormentamento , e/o di risvegli notturni ripetuti, al punto che , dovendo sostenere pesanti ed impegnative giornate lavorative, sono ricorsa agli ipnoinduttori. Per qualche anno ho assunto stilnox. Successivamente sono passata ad Halcion 0,125 mg che ho utilizzato fino alla scorsa estate, allorquando, approfittando delle ferie, mi sono liberata della benzodiazepina dopo 1 settimana di totale insonnia, aiutata dalla assunzione di melatonina da sola ed in associazione a passiflora, valeriana etc. La necessità della sospensione è nata dalla constatazione di avere disturbi dell’attenzione e della memoria ingravescenti.

Purtroppo mi rendo conto di non fare un sonno ristoratore. Non ho problemi di addormentamento ma continua ad avere risvegli continui e talvolta passo intere notti in dormiveglia, con inevitabile sonnolenza diurna successiva . Naturalmente i problemi di memoria ed i disturbi dell’attenzione non sono risolti e neanche migliorati. L’aggravante è che da 5 anni sono in menopausa ( ho 58 anni), ed ho , pertanto, patito anche di caldane notturne, adesso rare .

Ho assoluta necessità di riconquistare un’efficienza mentale che non mi ritrovo più . Ho BISOGNO DI DORMIRE. Al momento assumo CIRCADIN 1 cp associato ad ANSIPLUS ( melatonina 1 mg +valeriana, giuggiolo, triptofano e vitamine Del gruppoB ) e spesso aggiungo altri 2 mg di melatonina in formulazione gocce ( Pineal notte). Purtroppo il risultato è sempre quello di risvegli frequenti o dormiveglia per lunghe ore . Ho letto qualcosa sulla possibile efficacia degli aminoacidi sul sonno e rilassamento, in particolare modo su JUVEL 5 sonno. Mi puo’ dare un consiglio ?. Grazie.

Risposta

Gentile signora, Il sonno di buona qualità è espressione di un equilibrio che investe vari aspetti della vita fisica, psicologica, lavorativa, sociale. Certamente i cinque anni trascorsi con frequenti risvegli possono avere influito. Tuttavia la qualità del suo sonno sembra eccedere quanto normalmente si verifica per queste ragioni. Trattare l’insonnia con ipnoinducenti è quasi sempre un errore. Per due ragioni. La prima è che viene bypassata la ricerca delle cause, la seconda è la abituale tolleranza farmacologica, e quindi la progressiva inefficacia, fino a una vera e propria dipendenza in casi particolari. Lei fornisce parecchie notizie sulla sua qualità del sonno, ma poche sulla sua vita diurna (stress, orari di addormentamento, eventuale miglioramento della qualità del sonno ad esempio in periodi di vacanza o dormendo in altri ambienti, alimentazione, consumo di caffè, alcolici, attività fisica), che vanno necessariamente analizzate.

Frequentemente l’insonnia non è primaria, come spesso si crede, ma espressione di una condizione psicologica che potrebbe richiedere maggiori attenzioni. Per tutte queste ragioni le consiglio di consultare uno psichiatra, o un neurologo specialista del sonno, che valuterà la sua condizione ed eventualmente proporrà approfondimenti (esempio polisonnografia, importante per lo studio di russamento, eventuali apnee notturne, e in generale per l’architettura del sonno, importante prima di ogni inizio di terapia farmacologica) Infine non esistono evidenze scientifiche sugli aminoacidi.

TAG: Adulti | Anziani | Cervello | Disturbi del sonno | Farmacologia | Menopausa | Neurologia | Psichiatria | Salute femminile | Sistema nervoso | SLEEP - Disturbi del sonno | SLEEP - Insonnia | SLEEP - Ipersonnia
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