Più sport di giorno, più riposo di notte. Non è una novità che fare attività fisica durante le ore diurne migliori il sonno. Ora però un recente studio pubblicato su Scientific Reports, il portale open access di Nature Research, svela che il meccanismo è efficacissimo sugli adolescenti.

I ragazzi che durante la giornata fanno sport vanno al letto prima e si svegliano più in forma al mattino, a patto però, che l’esercizio fisico non sia spostato nelle ore serali.

 

A quanto pare la stanchezza post-ginnastica non c’entra: non ci si addormenta meglio perché si è stanchi a causa dell’attività fisica. Ci si addormenta meglio (e ci si riposa di più) perché 

il ritmo circadiano di chi fa sport con regolarità risulta più bilanciato grazie a complessi meccanismi che influenzano il sistema neuro-vegetativo

spiega al Corriere della Sera, Antonio Gianfelici, presidente dell’Associazione medici dello sport di Roma.

Adolescenti e sport: dormono meglio e sono più in forma

Lo sport dunque è un ottimo rimedio per combattere l’insonnia negli adolescenti che soffrono di questo disturbo che, in questa delicata fascia di età, può avere serie ripercussioni sull’andamento scolastico, la concentrazione, l’umore e l’alimentazione.

Un ragazzo tra i 13 e i 18 anni dovrebbe dormire almeno 8 ore per notte, dicono gli studiosi. Ma anche il riposo degli adulti, che necessitano normalmente di meno ore di sonno (circa 7 pr notte), riceve molti benefici dallo sport fatto con regolarità.

Lo studio pubblicato sul sito web scientifico si è basato sui dati di 417 quindicenni americani che per una settimana sono stati invitati a indossare due dispositivi per monitorare movimenti e sonno. Il primo dispositivo è stato posizionato intorno alla vita ed è servito a prendere nota dell’attività fisica durante il giorno; il secondo, collocato intorno al polso dei ragazzi, registrava la durata e la qualità del sonno notturno.

I ricercatori hanno combinando le informazioni ricevute dai due strumenti dalle quali è emerso che ogni ora in più di attività fisica svolta dai giovani volontari durante il giorno si traduceva in 10 minuti in più di sonno nella notte successiva. Nei giorni in cui i ragazzi facevano più esercizio, l’orario della “nanna” si anticipava: andavano infatti a dormire 18 minuti prima del solito, ottenendo un sonno migliore.

Gli scienziati si sono concentrati anche sull’effetto contrario: dopo una giornata sedentaria, il riposo dei ragazzi era scarso e l’addormentamento risultava più lento. Stessa cosa avviene quando lo sport viene fatto di sera e interferisce con l’azione della melatonina, l’ormone del sonno. L’ideale sarebbe terminare l’attività fisica entro le 18.

“Gli sport di resistenza come alcune discipline dell’atletica e del nuoto, il canottaggio, lo sci favoriscono maggiormente la componente parasimpatica della bilancia neurovegetativa, aiutando di più il sonno rispetto agli sport di potenza o alternati come tennis, calcio, pallacanestro, pallavolo — conclude nell’intervista Antonio Gianfelici — ma la cosa importante è muoversi e non per forza con il fine della prestazione: correre su un prato o divertirsi arrampicandosi sugli alberi in termini di salute e benessere ha lo stesso valore che praticare uno sport più strutturato”.

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