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28-09-2006

Buongiorno, ho 36 anni e nel mese di gennaio 2006

Buongiorno, ho 36 anni e nel mese di gennaio 2006 sono stato colpito da infarto inferiore alla coronaria destra, che a dire dei medici non ha lasciato alcun danno in quanto ho conservato una frazione di eiezione maggiore del 60% e nessuna aritmia , ho subito 4 angioplastiche alle tre coronarie cx sx iva (con occlusioni dal 70 al 95%)con l'uso di 3 stent taxus medicati ed uno non medicato,il decorso post angioplastica e' stato asintomatico fina al mese di luglio, dove a causa di continue angine, mi e stata riscontrata un progressione di stenosi nella coronaria dx (in un punto precedentemente non trattato) ed una ristenosi a bordo distale dello stent della coronaria sx. successivamente trattate con impianto di ulteriori 2 stent medicati mentre i 4 stent precedentemente impiantati erano pervi e senza nessuna ristenosi intrastent. Non sono diabetico ne iperteso e con la cura farmacologiaca ho sia i trigliceridi che il coleterolo nellla norma, sto seguendo la seguente cura:plavix75+asa, cardicor 3.75,eskim 1000, triatec 2.5, rosuvastatina20mg e mapral 20. Alla luce di tutto questo, volevo gentilmente sapere, se l'intervento di by pass fosse piu indicato nel trattamento della mia coronopatia, e se no quali secondo lei sono le problematiche future, alle quali statisticamente, potrei andare incontro con un numero di stent medicati cosi elevato (trombosi . ristenosi etc..). La ringrazio anticipatamente per la risposta e colgo l'occasione per complimentarmi per la qualita' del sito. CORDIALI SALUTI
Giancarlo
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Al momento mi pare che i problemi siano stati ben risolti; dato che il suo cuore è buono non consiglierei per ora un intervento chirurgico, che è dimostrato essere utile quando il cuore ha una funzione ridotta. La cura va bene. Purtroppo o per fortuna nessuno di noi conosce il futuro; la malattia aterosclerotica evolve a pousses, cioè è molto attiva per qualche settimana o qualche mese, come è stato nel suo caso, e poi può rimanere silente per tantissimi anni. Data la sua giovane età le consiglierei di controllare altri fattori di rischio, più rari: anticorpi anti Chlamydia Pneumoniae, omocisteina, LpA, proteina C reattiva (sono esami del sangue)
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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