14-03-2006

Da poco più di due mesi ho iniziato a soffrire di

Da poco più di due mesi ho iniziato a soffrire di tachicardia parossistica sovraventricolare che mi prende quando gioco a calcetto. La prima volta mi è presa giocando a tennis e sentivo il cuore che andava a tremila pur non avendo alcun altro disturbo che mi impediva il proseguimento dell'attività anche impegnativa. Ora però mi sta prendendo più spesso e specialmente quando affronto lo sforzo avendo lo Stomaco non completamente vuoto. Basta un cioccolatino per mettermi in difficoltà.Inoltre durante il giorno, a seconda di alcuni movimenti con la testa sembro avere degli sbandamenti. Forse sto diventando paranoico ed ansioso ma cerdo che l'Ernia iatale a cui sto dando la colpa c'entri poco perchè non ho reflusso o acidità anche se mi sento senpre gonfio pur ingerendo poco cibo, niente fritti o altro.dovrò fare un esame rx bariato e gli esami per la Tiroide mentre l'ecg sotto sforzo mi ha trovato solo la pressione border line ma tutto nei limiti con un buon recupero come se fossi ben allenato. faccio male a continuare ad allenarmi o devo interrompere l'attività? come mai la cosa compare così all'improvviso? IO mi sento ansioso sia nello smettere che nel continuare. Mi date una mano?
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Non capisco bene se la diagnosi di tachicardia sopraventricolare è stata fatta in base ad un riscontro elettrocardiografico o no. Se no, credo sia utile tentare di farla ad es. con una registrazione dell’ECG per 24 ore secondo Holter e cercando, posizionato il registratore, di fare cose che abitualmente la inducono per averne un riscontro. Tali tachicardie possono non avere una causa precisa alla loro base, ma sono certo fastidiose e potrebbero creare dei problemi di ipotensione se a frequenza molto elevata. Una volta fatta la diagnosi sono però curabili anche con farmaci che ne evitano l’insorgenza o ne controllano la frequenza. Insomma se il disturbo è frequente e fastidioso contatti un cardiologo per fare una diagnosi precisa e impostare una corretta terapia se questa non è ancora stata fatta.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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