23-01-2006

Gentile dottore volevo chiederle un parere e la

Gentile dottore volevo chiederle un parere e la ringrazio in anticipo per la risposta. Mia madre due anni e mezzo fa ha avuto il primo episodio di Fibrillazione atriale; è stata ricoverata in ospedale dove le hanno ripristinato il normale ritmo con il cordarone, quest'ultimo le è stato dato poi come cura domiciliare da assumere 5 giorni alla settimana. Da quel primo episodio ha avuto diverse recidive dell'Aritmia che si sono presentate con cadenza annuale; ogni anno, nel periodo caldo (mesi giugno, agosto), quando si ripresenta l'aritmia la portiamo in ospedale dove o con i farmaci o con le scariche le ripristinano il ritmo. L'ultimo episodio, a giugno del 2005, ha avuto due recidive a distanza di pochissimi giorni al punto che i cardiologi le hanno detto di prendere il cordarone sette giorni a settimana. Il medico di famiglia mi ha detto che il cordarone può avere gravi EFFETTI COLLATERALI sulla tiroide e quindi sarebbe meglio prenderlo sei giorni a settimana anzichè sette. Insomma per due anni l'ha preso per 5 giorni a settimana e da 3 mesi lo sta prendendo per 7 volte a settimana. Prendendolo 7 giorni a settimana è più probabile che si presentino gli effetti collaterali sulla tiroide? Quale è il giusto dosaggio ? A chi dobbiamo dare retta?
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Ritengo che gli effetti secondari sulla tiroide si presentino indipendentemente dall’assumere il farmaco per 5 gg o per 7 gg. Per quanto riguarda il dosaggio esistono pareri discordanti, comunque è corretto utilizzare il minimo dosaggio che permette di controllare la patologia. Consideri che la fibrillazione atriale è una malattia della terza età ed è facile che un giorno non sarà più possibile interrompere l’aritmia. A questo punto il cardiologo curante controllerà che la frequenza cardiaca si mantenga entro valori accettabili e sua madre potrà continuare a fare una vita normale, aggiungendo alla terapia un medicinale per ridurre la possibile insorgenza di tromboembolie, legate alla persistenza di fibrillazione atriale.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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