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18-09-2006

In data 8 agosto sono rimasto vittima di un

In data 8 agosto sono rimasto vittima di un infarto.
Premetto che sono un ciclista amatore da circa vent'anni e ho sempre praticato attività sportiva.
Fattori di rischio: altezza 1,65, peso Kg 63, no colesterolo, no ipertensione, no iperglicemia, no parentela (i miei genitori entrambi ottantenni sono viventi), vino moderato ai pasti, moderato fumatore con ampie interruzioni anche di parecchi mesi, insegnante.
Durante un'uscita in bicicletta dopo aver percorso circa 20 chilometri in salita con pendenze non superiori al 10% ho avvertito dolori all'emitorace sx con irradiamento al braccio sx.
Dopo una breve sosta iniziata la discesa, dolore violento al torace con irradiamento ad entrambe le braccia. Pronto soccorso, diagnosi di infarto, trasferimento in ambulanza all'unità di emodinamica dove viene praticata angioplastica primaria e applicazione di stent medicato. Tutto nell'arco du due ore dall'inizio del dolore violento.
Lesioni coronariche: IVA medio, stenosi 90%, (nota: stenosi subocclusiva), trattato con angioplastica e stent; 1° MO, stenosi 70% (nota: vaso dicotomico con stenosi critica all'emergenza della sua branca minore di biforcazione), non trattato. Terapia medica: con antiaggreganti e somatostatine, niente ACEinibitori perchè a basse dosi la pressione arteriosa max è andata sotto i 90 mm di Hg.
Forse mi sono dilungato troppo ma per me è importante sapere se il decorso post infarto può essere in qualche modo personalizzato:
Dal momento dalla dimissione ospedaliera (12/08) sono stato e sto bene ( forse meglio di prima), mi è sembrato corretto fare nuoto già dal 15/08, dapprima moderato (poche decine di metri alla volta) fino al mezzo chilometro abbondante senza sosta di questi ultimi giorni, a un mese dall'evento. Qualche chilometro in bici spingendo anche un pò. Il primo controllo mi è stato spostato al 27 settembre con prova da sforzo ed ecocardiografia per una valutazione finale.
Domande: 1) quali ulteriori indagini mi consigliate? 2) sto sbagliando qualcosa.? 3) rischio la restenosi?
Grazie per la pazienza e le eventuali risposte.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Tra i dati che mi ha esposto manca un parametro importante che e’ quello riguardante la funzione sistolica globale residua del ventricolo sinistro, che viene per lo piu’ calcolata mediante l’ecocardiogramma. Inoltre, ai fini di esprimere un parere sull’adeguatezza della terapia in corso, e’ utile conoscere il suo valore di frequenza cardiaca media onde valutare la possibilita’ di introdurre in terapia un farmaco beta-bloccante. Le indagini previste per il controllo di fine settembre sono sufficienti per la stratificazione prognostica post infartuate, anche se programmerei in aggiunta un esame Holter ECG, nel caso in cui la funzione sistolica globale del ventricolo sinistro fosse depressa. Riguardo all’attivita’ fisica da svolgere nei primi mesi dopo un infarto del miocardio, si consiglia un’attivita’ fisica di tipo aerobico (il nuoto e la bicicletta vanno bene), evitando pero’ carichi di lavoro che portino la frequenza cardiaca raggiunta durante l’esercizio, al di sopra del 75% della frequenza massima teorica per l’eta’ (che nel suo caso e’ di 165 battiti/minuto). Il rischio di restenosi puo’ essere ridotto al minimo assumendo con regolarita’ e per il tempo indicato, la terapia antiaggregante e mantenendo nel tempo, un profilo lipidico con valori di colesterolemia totale, LDL e HDL che sino sono dimostrati correlati al minimo rischio di eventi coronarici (colesterolo totale
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
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