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L’ESPERTO RISPONDE

magari è meglio uno psicoterapeuta

Buonasera, sono mamma di una ragazza di 14 anni che frequenta il primo anno di liceo, volevo chiedere se alcuni sui atteggiamenti sono da sottoporre ad uno neuropschiatra. 1)Vuole addormentarsi sempre nel letto di noi genitori;2)A volte fà domande le quali risposte sembrano scontate;3) Da2 anni circa a scuola il rendimento è scarzissimo, tanto che rischia di essere bocciata pur ricevendo il nostro aiuto con permettendole di frequntare lezioni privatamente;4) a volte si preoccupa eccessivamente;5) il suo impegno è molto supeficiale in tutto quello che fà.Non so' se recarmi io da uno specialista o devo portare anche lei.Grazie infinitamente. Cinzia
Risposta del medico
Specialista in Psicoterapia
I sintomi che riporta non mi sembrano facciano pensare a qualche problema neurologico, almeno non in prima battuta. credo che rivolgersi ad uno psicoterapeuta sia più appropriato. in tal senso sarà lo stesso a ritenere, secondo le personali strategie terapeutiche come sia più opportuno intervenire. personalmente io partirei in questo caso da due presupposti di base: il primo è che comportamenti strani e a volte anche eccessivi sono normali nell'adolescenza (paradossalmente preoccuparsi se non ci sono). Regressioni a comportamenti infantili, improvviso mutamento del rendimento scolastico, sono proprio due esempi tipici che testimoniano il naturale svolgersi dell'adolescenza. sono sintomi indicativi ovviamente non necessari (altri adolescenti potrebbero attivare altre modalità. il fatto che sia normale non significa però abbassare la guardia, si tratta comunque della manifestazione di certa sofferenza (in questo caso legata al processo di individualizzazione, ovvero al trovare la propria identità differenziandosi dai genitori, prima di tutto rompendo le regole) il secondo è che la ragazza non è un essere staccato dal contesto, ovvero il suo comportamento è la risposta ad una situazione che sta vivendo, forse proprio in famiglia. Voi come genitori dovreste provare a prendervi la responsabilità di tali comportamenti e porvi la domanda: "in che modo la sosteniamo a fare quello che fa? mi rendo conto che è un esercizio molto difficile ma non è per farvi sentire in colpa anzi.
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