27-12-2005

Mio marito di 42 anni ha saputo all'età di 18

Mio marito di 42 anni ha saputo all'età di 18 anni di avere un lieve prolasso della mitrale e un forma di tachicardia parossistica: Ha avuto dai 19 ai 30 anni 7 episodi di Pneumotorace sponteneo sempre riassorbitosi spontaneamente. Nel 2003, dopo l'insorgere di episodi molto ravvicinati di tachicardie e aritmie si è sottoposto ad ablazione transcateterale che ha avuto un successo pressochè totale, nel senso che non ha più avuto episodi spiacevoli: Nel mese di Settembre di quest'anno ha avuto un altro episodio di pneumotorace (sapeva da controlli effettuati in precedenza della presenza di una piccola bolla dopo il penultimo pneuma) anche questo riassorbitosi spontaneamente. E' stato chiaramente sottoposto a terapia antibiotica e a ricovero ospedaliero. Dopo la convalescenza non siè più sentito al 100%. Ha voluto fare altre indagini cardiache, perchè non capiva se il Cuore non andava o se erano attacchi di panico. Ieri ha eseguito Ecocardiogramma M-B MODE, color doppler e L invio pari pari i risultati e la diagnosi: peso 68 kg, altezza 1,81 età 42 anni Eco M-Mode: diametro atrio sn mm.36 diametro Aorta mm.42
Diametro Ventricolo ds : non indicato Diam. ventricolo sn diastole mm 60 Diam. ventricolo sn sistole. mm 37 Spessore sett. mm 9 Spessore parete post. mm 8
Fraz d'accorciamento (%) 38 Eco B-Mode Volumi Vent.sn telediastolico: 67 Telesistolico: 21 Fraz. di Eiezione % 68 Volumi vent ds: non indicato Telesistolico ds: non indicato Fraz. di eiezione % non indicato. Atrio sn lievemente dilatato (area teles. 26 cm2). Ventricolo sn nei limiti dimensionali, con normali spessori e normale funzione sistolica. Sezioni ds nella norma. Moderata dilatazione della aorta bulbare; valvola aortica di regolare morfologia con normale apertura. Lembi mitralici ispessiti con ampio spostamento sistolico della porzione centrale del post (S2) oltre il piano a-v; non evidenza di flail. Color-Doppler: MITRALE: reflusso eccentrico di grado rilevante (3+4) CONCLUSIONI: Prolasso mitrale con insuff. valvolare rilevante. Tenuto conto che fino a tre mesi fa il prolasso non gli aveva mai dat problemi e che al momento dell'ablazione era ancora lieve, chiedo com'è possibile questo peggioramento nel giro di poco tempo, se è associabile al pneumotorace, qual è effettiva gravità della situazione attuale, se è consigliabile un intervento di "plastica" o la sostituzione della valvola stessa ed infine i centri più attrezzati dove effettuare questa operazione e le relative visite preventive da un ottimo cardiochirugo. Noi siamo della provincia di Vicenza. Eventualmente le indicazioni dei centri anche solo via e-mail. Vi ringrazio di cuore perchè sono anzi siamo molto preoccupati, tenuto presente che due zii (maschi) materni di mio marito sono morti poco più che 40 enni (negli anni 70) uno per infarto e l'altro per miocardia dilatativa. Grazie di cuore e Tanti cari auguri a utti di Buone Feste. Mery.
Redazione Paginemediche
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Redazione Paginemediche
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L’associazione di pneumotorace, prolasso mitralico e dilatazione del bulbo aortico fanno senz’altro pensare ad una forma più o meno manifesta di Sindrome di Marfan. Si tratta di una malattia prevalentemente genetica che è caratterizzata da una “debolezza” del tessuto connettivo. Ciò spiegherebbe la presenza contemporanea di elementi tra loro anche non collegabili facilmente. La presenza di insufficienza valvolare mitralica di grado rilevante e dei sintomi che avverte orientano per la necessità di una correzione del vizio mitralico. Oggi una opzione sempre più frequente è la “plastica” della valvola e cioè un intervento del Chirurgo che , come un sarto, taglia e cuce la valvola in modo da non sostituirla ma renderla ancora ben funzionante. La scelta di eseguire una plastica o una sostituzione della valvola spetta al Cardiochirurgo sulla base di aspetti prettamente tecnici quali la presenza di lembi valvolari sufficientemente robusti a garantire il risultato. Talora la valvola è talmente danneggiata che occorre rinunciare alla plastica. Oggi però sono molti i centri che eseguono questo tipo di intervento. Esistono molti ottimi Cardiochirurghi che possono risolvere il vostro problema. Il più noto Cardiochirurgo italiano (quello che ha maggiormente lavorato su questa tematica e per primo ha proposto un tipo di intervento che porta il suo nome) è il Prof. Ottavio Alfieri che dirige la Cardiochirurgia dell’Ospedale San Raffaele di Milano.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare