21-02-2006

Nel febbraio del 2005 mia madre è stata

Nel febbraio del 2005 mia madre è stata sottoposta ad Angioplastica con inserimento di n. 3 stent medicati su coronaria dx per Stenosi al 90-95%; Oltre a tale coronarie risultano occluse anche la IVA in diversi tratti in percentuale di 50-60% la circonflessa e alcune ramificazioni della IVA (alcuni anche al 75%). In sede di angioplastica l'emodinamista ha optato per il trattamento della sola coronaria dx. A distanza di un anno benchè la tomoscintigrafia miocardica sia risultata negativa, mia madre avverte ancora forti dolori al centro delle spalle e diversi bruciori allo Stomaco oltre a itte lievi e di breve durata al petto. Sentito il cardiologo di altro istituto diverso da quello dove era stata praticata l'angioplastica (era stata effettuata d'urgenza) e l'emodinamista di tale istituto che ha visionato il "filmino" della coronarografia gli stessi opterebbero per ulteriore coronarografia ed angioplastica sulla coronaria IVA con applicazione di stent ed eventualmente al trattamento della circonflessa in quanto la IVA sarebbe una coronaria principale che nel caso di infarto potrebbe causare molti problemi. La mia domanda è: è opportuno trattare questa coronaria (visto anche l'esito negativo della tomoscintigrafia) o tenendo conto che la precedente procedura è stata mal sopportata dalla paziente evitare il tutto? grazie.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Se sua madre ripresenta sintomi simili a quelli che avvertiva prima dell’angioplastica e che sono giudicati da un cardiologo come possibili ischemici, c’è una indicazione a rivalutare il quadro coronarografico e quindi la possibilità tecnica di una rivascolarizzazione più completa.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
er icon on white
Non hai trovato quello che cercavi?
Chiedi un consulto gratuito agli esperti di Paginemediche!