23-02-2004

Spett.le redazione medica, desideravo, se

Spett.le redazione medica, desideravo, se possibile, avere un parere medico circa la mia situzione connessa ai problemi di Fibrillazione atriale di cui soffro. Ho 37 anni e da circa 5 sono stato oggetto di svariati episodi di
fibrillazione atriale. Nei primi due anni gli episodi sono stati due - tre l'anno e sono stati
trattati presso l'unità cardiologica ospedaliera mediante flecainide per via e.v. con pieno successo. La cardioversione, in alcuni casi, è avvenuta dopo circa 20 - 30 minuti dall'inizio terapeutico. In questo periodo di tempo (primi due anni), mi è stato somministrato, quale profilassi, del Rytmonorm quasi subito sostituito dall'Almarytm. Quanto detto atteso che il primo non aveva comunque scongiurato l'insorgenza del nuovo episodio. Per lo stesso
motivo anche l'Almarytm fu comunque sospeso dopo circa 6-8 mesi viste le nuove recidive insorte. In sostanza nei primi due anni gli episodi (nel
totale come detto 2-3- l'anno) sono stati tutto sommato ben controllati in p.s. Il terzo anno ha determinato una svolta significativa sugli accadimenti visto che gli episodi sono stati circa 10-12 alcuni tra di loro molto ravvicinati (a volte anche 7-10 gg l'uno dall'altro). Sulla scorta di ciò era stata, nel frattempo, ripresa la Profilassi regolare con Almarytm (1x2) combinato al Sotalex (1/2 x 2), senza che ciò comunque scongiurasse nuove recidive. Durante tutti i 5 anni in argomento gli esami effettuati (Ecg, Ecoecg, Holter) avevano escluso cardiopatie sottostanti documentando comunque, durante le recidive, i tracciati "aberranti". Inoltre, ho consultato diversi specialiasti operanti in varie parti d'Italia, ottenendo pareri perfettamente concordanti su una situazione di F.A. parossistica a fronte di un muscolo cardiaco privo di patologie ma con eventuali problemi di conduzione. Dato che nel frattempo la qualità della mia vita lavorativa e privata (causa tali ripetuti episodi), era sensibilmente peggiorata ed invalidata psicologicamente, ho deciso in accordo allo specialista di procedere all'intervento di radioablazione in parte dx. Tale intervento, effettuato in una struttura pubblica di nominata fama, è stato effettuato verso la fine del 2001. Per circa un anno dall'intervento non vi sono state recidive di F.A., mentre nel secondo anno dallo stesso, vi sono stati alcuni episodi (circa 6-7) risolti spontaneamente, in alcuni casi anche in breve tempo (1-3 ore), mentre nei rimanenti altri con tempi superiori (6-10 ore). Preciso che dopo l'intervento avevo ripreso la profilassi farmacologica con Almarytm e Sotalex (vedi dosaggio come sopra indicato), e che, durante quest'ultimi recenti 6-7 episodi, non si è reso necessario rivolgersi al P.S. o assumere i farmaci prescritti in dosaggio maggiore. Aggiungo inoltre che durante tutti questi ultimi 5 anni ho sempre praticato dello sport a livello non agonistico (amatoriale) e che sono stato, sino all'età adolescenziale, un normale atleta. Durante tutti gli anni giovanili altresì non si era mai manifestato alcun problema di tipo cardiologico in senso lato. Tutto ciò premesso mi è stato prospettato, in "ultima ratio" un nuovo intervento in parte sx con l'ablazione di una o più vene polmonari; quanto detto mi ha decisamente rabbuiato vista sia la notevole sofferenza da me già patita in sala operatoria sia la possibilità di complicanze (ictus, Stenosi, etc.) a seguito di una nuova operazione. Preciso comunque che lo specialista (apprezzabilmente prudente) ha considerato quest'ultima possibilità come la più lontana (? speriamo...!) e che, eventualmente, si potrebbe prima provare a modificare la terapia farmacologica. Scusandomi per l'inesattezza di alcuni termini e forse per la non completa
e/o esaustiva esposizione (non sono un tecnico), chiedo gentilmente di poter conoscere il Vostro parere corredato da eventuali consigli sulla mia situazione attuale e futura e su altri eventuali farmaci da provare. Ringrazio cordialmente.
Redazione Paginemediche
Risposta di:
Redazione Paginemediche
Risposta
Fra i vari farmaci che ha usato non trovo l’amiodarone, che è invece un farmaco molto potente. Il limite di questo farmaco è rappresentato dai frequenti effetti collaterali a carico soprattutto della tiroide. Comunque un dosaggio basso ( 1 compressa al dì per 5 giorni la settimana) può spesso essere sufficiente e tollerato bene anche per diversi anni. Perciò potrebbe fare questo tentativo. Non escluderei assolutamente di ripetere un’ablazione, anzi la consiglierei, in un centro molto qualificato, perché questo trattamento, pur con qualche rischio minimo, può risolvere il problema in maniera definitiva.
TAG: Cuore | Malattie dell'apparato cardiovascolare
er icon on white
Non hai trovato quello che cercavi?
Chiedi un consulto gratuito agli esperti di Paginemediche!