Vi pongo il quadro clinico di una paziente di 66 anni. Stato generale di salute discreto. Lesione di 10 cm al lobo epatico destro con dilatazione vie biliari, non operabile. Tac non dirimente. Marker oncologici (CEA, CA 19.9, AFP, CA195) negativi. Elevazione del livello sierico di cromogranina (367) e gastrinemia (813). Biopsia epatica: Colorazioni... Leggi di più eseguite: Ematossilina-Eosina, Pas-Diastasi,Sinus-Red e colorazione di Perls per l'emosiderina che ha avuto esito negativo. Gli esami immunoistochimici con Anticorpi anti-citocheratina AE1 e anti-citocheratina 7 sono risultati positivi; pur positivo quello con anticorpi anti-CEA policlonale in corrispondenza del citoplasma degli elementi neoplastici, negativo quello con anticorpi anti-citocheratina 20. L'esame istochimico pas-diastasi ha messo in evidenza muco nel lume di alcuna pseudo-ghiandole. L'esame immunoistochimico con anticorpi anticromogranina è risultato negativo. Diagnosi istopatologica: Adenocarcinoma moderatamente differenziato in sede epatica con spiccata reazione desmoplastica. Il reperto morfologico ed immunoistochimico è compatibilecon un Colangiocarcinoma. OCTREOSCAN (recettori Somatostatina) positivo. Terapia adottata: Chemioterapia con 5-Fluoro-Uracile. Iniezione di Sandostatina Lar 20 ogni 28 giorni per 12 mesi. Secondo il vostro parere la diagnosi di colangiocarcinoma è corretta nonostante i livelli elevati di gastrinemia e cromogranina? La terapia adottata è la più compatibile con questo quadro clinico? E' vero, come ho inteso dalle parole dei medici, che la situazione è complessa e contradditoria, ma la presenza dei recettori alla Somatostatina risulta essere un fattore positivo? Quale potrebbe essere la previsione per il futuro (la terapia potrà risultare efficace o solo palliativa)? Grazie.