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Iperpigmentazione e ipopigmentazione: il ruolo dei raggi UV e della giusta prevenzione

iperpigmentazione e ipopigmentazione il ruolo dei raggi uv e della giusta prevenzione
Scritto da:
Dr. Massimo Morelli
Specialista in Dermatologia e venereologia

L’iperpigmentazione o l’ipopigmentazione sono alterazioni del colore della pelle. Intervista al Dott. Massimo Morelli, Specialista in Dermatologia e Venereologia.
 
Il colore della pelle sana è il risultato di diversi fattori: quali sono?

  1. Una dieta più verde: “mangiare e bere verde” è il rimedio necessario a contrastare la naturale acidità del corpo. Quindi una dieta maggiormente ricca di frutta e verdura non può che essere un toccasana per la nostra pelle. Cibi ricchi di liquidi e Sali minerali equivale a mantenere il fisiologico grado di idratazione della nostra pelle.
  2. Eliminare alcool, caffè e fumo. Le sigarette sono delle acerrime nemiche della bellezza che, così come caffè o alcool, provocano una forte disidratazione alla pelle rendendola secca e spenta. Inoltre bere molta acqua, tisane depurative e tè verde: alleati per il benessere dello stomaco e dei reni e di conseguenza della pelle, specchio della nostra salute.
  3. Idratare e purificare con l'utilizzo di prodotti cosmetici non aggressivi.
  4. Idratare il corpo dall'interno: gli alleati sono gli omega 3 e gli omega 6. Mangiare quindi pesce azzurro, semi di lino, noci, verdure e soia.
  5. Assicurarsi di dormire almeno sei ore a notte. La melatonina ha, infatti, poteri antiossidanti: quindi più dormiamo più sembriamo giovani.
  6. Evitare regimi alimentari troppo rigidi: una corretta alimentazione è essenziale quindi per la bellezza della pelle e per restare in salute è essenziale non saltare i pasti. Una dieta con poche proteine e priva di carboidrati inciderebbe sulla produzione di melatonina e sulla corretta rigenerazione cellulare.
  7. Corretta esposizione solare: 10 minuti al giorno di raggi solari non filtrati sono sufficienti per garantire il necessario apporto quotidiano di vitamina D. Diversamente i raggi solari diventano dannosi: i raggi UVB sono responsabili di diverse forme di tumore alla pelle e i raggi UVA provocano la formazione dei radicali liberi che causano l'invecchiamento precoce. Quindi ricordarsi di proteggere la pelle dai raggi UV anche in inverno.
  8. Attività fisica moderata, ma regolare, garantisce elasticità alle articolazioni, il giusto tono muscolare e naturalmente una pelle giovane.


Iperpigmentazione e Ipopigmentazione: cosa si intende con questi termini e quali le loro comuni alterazioni della pelle?

Per iperpigmentazione si intende l'aumento della pigmentazione o colore della pelle. Si verifica quando viene prodotta un eccesso di melanina. L'iperpigmentazione può essere diffusa a tutta la superficie cutanea, interessare aree più o meno estese o addirittura essere circoscritta a singoli punti.
L'ipopigmentazione è la mancanza o la perdita di colore della pelle naturale. Ciò è causato da un diminuito livello di melanina, l'ipopigmentazione della pelle può essere locale o generalizzata.

Iperpigmentazione: più frequenti alterazioni

  • Efelidi: si localizzano sulle parti scoperte, come macchie di pochi millimetri, di colore bruno chiaro-ocra. Diventano più scure con l'esposizione solare. Corrispondono ad una ipermelaninosi epidermica.
  • Lentiggini: rispetto alle efelidi sono più scure, non mostrano modificazioni dopo esposizione solare e possono comparire in ogni zona corporea. Corrispondono ad una ipermelanocitosi epidermica.
  • Lentigo solari: si presentano come macchie di forma irregolare e dimensione variabile, la cui colorazione può andare dal giallo al bruno. Si manifestano prevalentemente sulle aree più esposte alle radiazioni solari e sono causate da un'eccessiva esposizione al sole senza adeguate protezioni, con conseguenti scottature.
  • Lentigo senili: a differenza di quelle solari, sono dovute al sommarsi dei danni provocati dall'esposizione solare nel tempo. Si manifestano come lesioni maculari marroni, generalmente del diametro di 1 cm, e sono più comuni nell'uomo che nella donna. Le zone più tipicamente colpite sono quelle più esposte: il viso ed il dorso della mano.
  • Nevi: volgarmente chiamati nei, sono il risultato di un ammasso di melanociti, non sensibili alla luce solare come nei casi precedenti. Possono essere piatti oppure in rilievo, benigni o maligni.
  • Melasma: o cloasma, definito anche come maschera della gravidanza, è un'alterazione a livello cromatico della Cute caratteristica della gravidanza, può anche essere causato dall'assunzione della pillola anticoncezionale o essere idiopatico. Si presenta sotto la forma di macule o chiazze piane di colore bruno o marrone, che coinvolgono le guance, le tempie, e la fronte bilateralmente. La luce solare può accentuare questa pigmentazione, che spesso si risolve spontaneamente con l'interruzione dello stimolo ormonale. Il problema tende ad accentuarsi con l'esposizione solare.
  • Macchie melaniche: lesioni circoscritte, di dimensioni variabili, di colore bruno più o meno scuro, a limiti irregolari, a carta geografica, spesso simmetriche, quasi sempre localizzate su zigomi, fronte, tempie, zona perilabiale superiore, dorso del naso o mento. Riconoscono delle esacerbazioni durante la stagione estiva e un miglioramento durante quella invernale. Sono molto più frequenti nelle donne.
  • Pigmentazioni post-infiammatorie e/o post traumatiche: in questo gruppo rientrano molte macchie che giungono alla nostra osservazione, in effetti parecchie dermatiti infiammatorie e traumi subiti dalla cute possono esitare in macchie ipercromiche.

Ipopigmentazioni: più frequenti alterazioni

  • Vitiligine: un classico esempio di ipopigmentazione locale, può interessare aree più o meno estese, le chiazze acromiche possono interessare la cute, le mucose ed i peli. Spesso si localizza in sedi selettive (mani, viso, genitali). La eziologia è quasi sicuramente autoimmunitaria, ma di origine sconosciuta;  si sospetta che vi sia una componente ereditaria e genetica. I melanociti, forse attaccati dagli anticorpi, resterebbero vitali, ma smetterebbero di produrre melanina. La condizione peggiora con l'esposizione al sole, per l'aumento del contrasto tra aree pigmentate e non, ed inoltre, mancando la protezione della melanina, questi soggetti si ustionano facilmente nelle aree colpite dalla malattia.
  • Albinismo: anomalia ereditaria consistente nella deficienza di pigmentazione melaninica nella pelle, nell'iride e nella coroide, nei peli e nei capelli. L'albinismo è dovuta ad una Mutazione genetica che porta ad una sostituzione aminoacidica a livello dell'enzima tirosinasi. Questa proteina è un cofattore essenziale di alcune reazioni che trasformano la tirosina in melanina. A causa di questa mutazione genetica, l'albino non è in grado di sintetizzare i pigmenti necessari alla normale colorazione cutanea. Di conseguenza la malattia si manifesta con un fenotipo caratterizzato da pelle estremamente chiara, capelli depigmentati ed iride azzurra, tendente al rosso. L'assenza del ruolo protettivo della Melanina espone gli albini ad un maggior rischio di sviluppare neoplasie della cute.
  • Fenilchetonuria: un'altra condizione patologica su base ereditaria. L'organismo delle persone colpite da questa malattia non riesce a convertire la fenilalanina, un aminoacido essenziale, in tirosina, un altro amminoacido fondamentale per la sintesi di melanina. La carenza di melanina si manifesta con ipopigmentazione cutanea diffusa.
  • Macchie ipocromiche: Alcune di esse possono associarsi a dermatiti infiammatorie, come ad esempio la dermatite atopica, o fare seguito ad eventi cutanei  traumatici, sia accidentali che iatrogeni, ad es. terapie inadeguate o trattamenti abrasivi cutanei troppo aggressivi.

Raggi UV e pigmentazione cutanea: qual è l'effetto dell'esposizione ai raggi ultravioletti sulla melanina e sulla pelle?

I raggi UVA arrivano fino nella parte più profonda della cute intaccando il collagene, l'elastina e i capillari con degli spiacevoli effetti: la comparsa di rughe, la riduzione dell'elasticità e l'accelerazione dell'invecchiamento della pelle, l'insorgenza di lesioni tumorali. I raggi UVA sono molto più pericolosi degli UVB in quanto la loro azione, apparentemente meno aggressiva nell'immediato, porta a danni maggiori che perdurano nel tempo. I raggi UVA stimolano l'attivazione della melanina preesistente, formatasi nelle esposizioni precedenti. I raggi UVB stimolano la formazioni di nuova melanina, che garantisce un grado di protezione maggiore rispetto a quella riattivata, ma sono responsabili dei danni attinici immediati (eritemi, ecc..). Nella pratica clinica capita frequentemente di osservare persone non più giovani che hanno assorbito nella loro esistenza una dose alta di raggi UV che ha condotto la loro pelle a danni estetici e dermatologici in un quadro complesso denominato fotoaging, spesso caratterizzato da discromie cutanee, cute anelastica e comparsa di neoformazioni cutanee precancerose o francamente tumorali.

Con il grant educazionale di:

10/07/2015
05/11/2012
Dermatologia e venereologia Interviste Pelle
TAG: Dermatologia e venereologia | Interviste | Pelle
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Dr. Massimo Morelli
Specialista in Dermatologia e venereologia