In tempo di crisi economica diminuiscono gli INTERVENTI di chirurgia plastica (la SICPRE denuncia un calo del 40% del numero di interventi) ma aumentano i prestiti richiesti alle società finanziarie per potersi regalare un seno nuovo.

Andrea Grisotti, presidente della Sicpre, Società italiana di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, ammette che, rispetto a due anni fa, il numero di interventi è calato del 40%, ma rivela che a rivolgersi al chirurgo plastico per eliminare un inestetismo o cambiare una parte del proprio corpo che non piace sono sempre di più persone con una scarsa disponibilità economica, disposte anche a indebitarsi pur di regalarsi un seno o un naso nuovo.

Ma se il settore della chirurgia plastica più tradizionale risente di una contrazione causata dalla crisi, non sembrano conoscere difficoltà, invece, gli interventi più alla moda. Sono sempre più numerose le persone che spendono tra i 2.220 ai 3.400 euro per una lipostruttura delle grandi labbra, tra i 3.000 e i 5.000 euro per un lifting del monte di Venere, tra i 4.000 e i 5.000 euro per la vaginoplastica e addirittura tra i 1.200 e i 2,500 euro per farsi ricostruire l’imene. Questa del 'recupero' della verginità sembra essere, soprattutto negli Stati Uniti, una mania che ha contagiato un gran numero di donne. 

La chirurgia vaginale, insomma, non conosce crisi: negli Stati Uniti questo tipo di chirurgia rappresenta la terza procedura chirurgica in ordine di crescita. E in Europa? in Gran Bretagna le donne che si sono sottoposte a questo tipo di interventi sono aumentate, dal 2006 ad oggi, del 30%, mentre in Spagna, nonostante una riduzione del 30% del numero complessivo di interventi di chirurgia plastica, la chirurgia vaginale è aumentata del 20%.

Ma perché le donne scelgono di sottoporsi a questo tipo di intervento? Secondo un’indagine condotta dalla rivista Self, una persona su dieci considera “la chirurgia delle parti intime come qualcosa che aiuta a sentirsi meglio e più sexy”. La paziente che si rivolge allo specialista per questo tipo di interventi ha, in media, 40 anni, è una professionista e vive un disagio fisico e psicologico provocato da precedenti gravidanze, diete o un trauma.

Ma a ricorrere a interventi di chirurgia plastica poco ordinari sono anche gli uomini: secondo i dati presentati recentemente dalla British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, è in crescita la richiesta di interventi contro la Ginecomastia (una disturbo che si manifesta con dei pettorali particolarmente pronunciati): rispetto al 2009 si è registrato un 28% in più. In generale gli uomini sembrano subire sempre di più il fascino della chirurgia estetica: nell’ultimo anno in Gran Bretagna si è assistito a un aumento del 5% degli interventi chirurgici sugli uomini.