Che la musica aiuti lo spirito non è una novità.

A chi non è capitato di trarre beneficio dall’ascolto di canzone malinconica dopo la fine di un amore o di una canzone divertente e leggera quando si è alla ricerca di un po' di buonumore?

Da anni la musicoterapia studia proprio le alterazioni e le variazioni che l’ascolto di musica può avere sullo stato d’animo delle persone, ma non solo.

È stato provato che la musica può avere effetti e reazioni anche sull’organismo. La musicoterapia si basa proprio sul principio che il nostro cervello non ‘ascolta’ semplicemente la musica ma la ‘sente’ letteralmente, e questo ha effetti evidenti e concreti sul benessere.

Già in passato è stato osservato che l’ascolto prolungato di musica classica causa un notevole aumento della produzione di latte negli animali e test simili avevano dato lo stesso risultato anche sulle donne.

 

Una canzone può avere effetti sulla salute quindi?

 

Secondo un recente studio portato avanti dall’Università di Pavia e pubblicato sulla rivista Circulation è una teoria verosimile.

La musica fa bene al Cuore e può essere uno strumento di aiuto nella prevenzione di infarti ed ictus. È la recente scoperta tutta italiana in tema di musicoterapia.

Secondo lo studio condotto dal team di Luciano Bernardi, il flusso sanguigno varia a seconda del ritmo musicale; di conseguenza si potrebbe provare a controllare il flusso cardiovascolare utilizzando ritmi musicali differenti.

Si è notato che ritmi veloci aumentano la pressione ed il battito cardiaco, mentre ritmi più rilassati ne causano la netta riduzione.

La ricerca ha coinvolto 24 soggetti sani (12 musicisti e 12 non musicisti) che hanno ascoltato diversi tipi di musica (dalla Turandot di Puccini alla Nona di Beethoven, dalla cantata di Bach al Va Pensiero di Verdi): diversi ritmi, a volumi differenti in cuffia.

Gli studiosi hanno misurato battito cardiaco, frequenza respiratoria, velocità del flusso arterioso ed elasticità dei vasi e hanno concluso che diversi ritmi e stili musicali possono influire sull’andamento pressorio.