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I problemi cognitivi al centro della Settimana mondiale del cervello

I problemi cognitivi al centro della Settimana mondiale del cervello

Una settimana di dibattiti dove il protagonista è l'universo che ci fa uomini ed è racchiuso nella nostra testa.
In questo articolo:

Una settimana di dibattiti sulle nuove frontiere per la cura dell'ictus ischemico, del morbo di Parkinson, dell'Alzheimer e tanto altro, fino a giungere alla Sclerosi multipla. Il tutto intorno a un filo rosso, quello secondo cui 'Tempo è cervello'.

È questo, infatti, il titolo della Settimana mondiale del cervello, in corso in diversi Paesi del pianeta e che durerà fino a domenica 20 marzo. Un evento promosso dalla Società italiana di neurologia (SIN) che ha alla base un obiettivo principale, quello di declinare il rapporto tra il tempo e le malattie neurologiche.

Le parole del presidente della SIN

Una ricorrenza che si ripete ogni anno, dedicata ad aumentare la pubblica consapevolezza nei confronti della ricerca sul cervello. In particolare, per l'edizione 2016 cruciale è in medicina e in particolare in campo neurologico 'il fattore tempo'. Secondo, infatti, Leandro Provinciali, presidente della Sin "il neurologo lotta contro il tempo per limitare i danni al cervello, nel vero senso della parola. La rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico, subito dopo la comparsa dei primi sintomi, consentono di ridurre o annullare i danni che spesso condizionano fortemente la qualita’ di vita dei malati".
Ma non è tutto. "Oltre a ciò - continua -, la diagnosi precoce risulta preziosa in molte malattie: ad esempio, nella malattia di Parkinson e nella Sclerosi multipla è basilare per mettere in atto una strategia terapeutica che possa cambiare la storia naturale della malattia, tenendo sotto controllo i sintomi“.

Qual è dunque la percezione che il cervello ha del tempo?

Questa si si verifica in base al succedersi delle informazioni che arrivano, per l'appunto, al cervello. In particolare, il lobo frontale riconosce la "sequenza temporale degli eventi". Oltre a questo meccanismo, alla cui base è presente una sequenza logica,ne può essere coinvolto anche un altro che si muove in base alla cronologia degli eventi, in relazione dunque a quanto avviene in ordine temporale.

Problemi cognitivi

Come accade per gli altri organi, anche il cervello può essere usurato e danneggiato da lesioni di varia natura con sintomi che possono variare e che riguardano l'attenzione, la memoria, il linguaggio, il movimento, la percezione e le funzioni esecutive. E' bene sottolineare che anche una piccola lesione può provocare disturbi profondi e importanti mutamenti della vita dell'individuo.
I disturbi, in particolare, si possono distinguere in :

  • Cognitivi: disturbi di memoria, linguaggio, percezione, attenzione, ragionamento, ecc.;
  • Sensoriali: disturbi della vista, dell’udito, del tatto, dell’equilibrio, maggiore sensibilità al dolore, ecc.;
  • Fisici: disturbi del movimento, tremori, stanchezza, paralisi, ecc.;
  • Comportamentali/emozionali: Irritabilità, aggressività, impazienza, mancanza di iniziativa e apatia.
  • Con particolare riferimento ai problemi cognitivi, la causa andrebbe ricercata o in una condizione medica generale (di tipo vascolare, infettivo, degenerativo, traumatico e tumorale) o da una sostanza (un farmaco o una tossina) o da una combinazione dei due fattori.

Come si riconoscono

Per appurare la presenza dei primi sintomi di natura cognitiva, esistono dei test approfonditi, condotti da psicologi formati in neuropsicologia spesso coadiuvati da un logopedista, che - insieme alle informazioni fornite dai parenti - sono fondamentali per fare un check up completo della situazione in cui versa il paziente. Strettamente legate ai disturbi di natura cognitiva sono malattie come l'ictus ischemico, l'Alzheimer, il morbo di Parkinson o la Sclerosi Multipla.

Ictus Ischemico

È una delle maggiori cause di ictus cerebrale ed è determinata da un mancato apporto di sangue al cervello (ischemia). Essa consiste in una interruzione della circolazione sanguigna per via di un’ostruzione di una arteria che si occupa del nutrimento del tessuto cerebrale. Il tempo, come più volte sottolineato, è più che denaro. È sinonimo di salute. E parlando di Ictus ischemico, la nuova frontiera per la cura dell’ictus ischemico in fase acuta è la combinazione di trombolisi sistemica, che consiste nella somministrazione di un farmaco capace di disostruire l’arteria cerebrale occlusa, e trombectomia meccanica, eseguita con device meccanici per via endovascolare. Lo spiega Elio Agostoni, Direttore della Struttura Complessa Neurologia e Stroke Unit del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Alla base vi sarebbe uno studio condotto su 130 pazienti sui quali i risultati con questo tipo di terapia sarebbero migliori rispetto a quelli emersi nei trial clinici. «L’efficacia della terapia - aggiunge - dipende dal tempo e qualifica l’ictus come un’emergenza tempo-dipendente. In particolare, la trombectomia meccanica dovrebbe essere eseguita il più precocemente possibile e potenzialmente entro le 6 ore dall’esordio dei sintomi».

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Alzheimer

La patologia si manifesta con sporadici disturbi della memoria che consistono nell'incapacità di ricordare eventi legati a un preciso riferimento temporale. A questi primi sintomi si aggiungono nel tempo disturbi del linguaggio, dell’orientamento, delle capacità di ragionamento, critica e giudizio, con perdita progressiva dell’autonomia funzionale. A oggi, l'Alzheimer costituisce la più comune forma di demenza che nel mondo colpisce circa 25 milioni di persone e solo in Italia registra più di 600.000 casi. Medici e ricercatori stanno lavorando per riconoscere la malattia in fase preclinica per individuare in tempo i soggetti destinati a sviluppare la demenza.

Morbo di Parkinson

Seconda malattia neurodegenerativa è proprio il Morbo di Parkinson che in Italia colpisce 250 mila persone. Una delle più importanti scoperte a riguardo ha riguardato il fatto che il processo neurodegenerativo alla base della patologia inizia molti anni prima della comparsa dei sintomi motori. Una scoperta importante se si considera il fatto che questa potrebbe essere il primo passo per l'intervento precoce con farmaci.

Sclerosi Multipla

È una di quelle malattie infiammatorie caratterizzate dalla perdita di mielina, la guaina che riveste gli assoni dei neuroni e permette all’impulso nervoso di viaggiare più velocemente. Se si è capaci di individuare i sintomi specifici, la Sclerosi Multipla è una malattia piuttosto semplice da identificare. Importante, innanzitutto, interpretare in modo corretto gli esami di laboratorio come la risonanza magnetica, l'esame liquorale o la neurofisiologia. Se si inizia in tempo una terapia, è stato dimostrato che i danni nel tempo possono essere di gran lunga minori, mentre ritardarla, può essere responsabile della comparsa di disturbi non più reversibili.

Questo e tanti altri gli argomenti al centro della Settimana del cervello. Per conoscere tutte le iniziative presenti in Italia è possibile collegarsi al sito www.neuro.it.


Per approfondire guarda anche "Quali sono i sintomi di un ictus"

Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2017
7 minuti di lettura
Commento del medico
Dr. Vincenzo Sidoti
Dr. Vincenzo Sidoti
Specialista in Neurologia

“Che cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede non lo so più.” (S. Agostino, Le confessioni).

Time is brain, per chiosare un motto pragmatico che guida noi neurologi nel tentativo coraggioso di salvare e preservare l'organo più complesso e delicato del nostro corpo.
Dedicare un tempo (una settimana appunto..) dell'anno alla divulgazione delle neuroscienze spaziando dal laboratorio al letto di una corsia ospedaliera rappresenta un momento importante per tutti perchè rientra tra quelle iniziative che lasciano il segno, regalando suggestioni e conoscenza.
Io ho iniziato ad amare la neurologia sin da bambino...e i primi amori si sa..sono quelli più duraturi ; ricordo ancora quando rassicuravo mio nonno reduce da uno stroke che lo aveva reso disabile che un giorno avrei saputo curarlo...anzi guarirlo.

Ma gli amori, anche quelli che nascono da fantasie infantili, vanno curati, assecondati, rinverditi negli anni e sui banchi della facoltà di medicina ho provato stupore ( mi ricordo ancora, assonnato, alle prime luci del mattino nel teatro anatomico..) nel sentir parlare di sinapsi,vie nervose,potenziali elettrici,trasmettitori che per me diventavano sensazioni, pensieri, sogni, percezioni... Ero rimasto folgorato dalla Neurologia...

Qualche anno dopo, giovane medico che timidamente incontrava i primi pazienti nella corsia della Clinica Neurologica, cervavo di coniugare splendide teorie con la realtà, spesso terribile della malattia. Cominciavo a conoscere tempi diversi: quello della diagnosi, quello della sua comunicazione, quello della prognosi, quello dell'accompagnare.

In quindici anni di pratica ospedaliera ho vissuto e sto vivendo un passaggio epocale della Neurologia: quello dall'essere contemplativi all'essere attori, spesso protagonisti, del dramma complesso della clinica. La gestione dello stroke oggi sta vivendo cambiamenti notevoli (spesso ripenso a mio nonno...) e il futuro appare roseo ma occorre che la politica sanitaria sappia investire con intelligenza risorse ed opportunità senza negligere le realtà ospedaliere che accolgono la maggior parte dei pazienti: sogno che un giorno le Unità Stroke possano diffondersi sul territorio come le Emodinamiche lo sono state per i cardiologi.

La Sclerosi Multipla è una sfida che oggi possiamo combattere sin dall'esordio avendo a disposizione metodiche diagnostiche e farmaci sempre più efficaci e frutto di ricerca raffinata, ma serve una sorveglianza attenta dei pazienti, nel tempo, quindi risorse.....

Il mondo della patologia neurodegenerativa è proteiforme, spesso ancora avaro di soddisfazioni sul piano clinico, ma rappresenta un problema di grande impatto sociale; la genetica, l'immunologia, la biologia molecolare ci stanno riservando parecchie sorprese e tra non molto, ad esempio per le demenza di Alzheimer, potrebbero arrivare farmaci attivi sui meccanismi patogenetici (es depositi di amiloide).

Come non ricordare l'aver domato un veleno mortale come il botulino, oggi nostro potente alleato nel trattamento di tanti disturbi dalle distonie alla spasticità all'emicrania. Ma penso anche a patologie orfane: le emorragie cerebrali, la maggior parte delle patologie a origine genetica, le patologie neuropsichiatriche dell'infanzia che ancora spesso ci appaiono come la punta dell'iceberg e che spesso ancora ci costringono ad atteggiamenti contemplativi e nichilistici. E le patologie del motoneurone, grande sfida per tutti , clinici e pazienti, che forse più di tutte, impongono tempi alla vita e aspettano risposte.

È con questo stupore, quasi infantile, colmo di attese, di domande, che vi invito ad affollare gli eventi della Settimana del Cervello, dai microscopi ai letti di ospedale, dalle aule universitarie alle piazze: il protagonista è l'universo che ci fa uomini ed è racchiuso nella nostra testa.

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