“Occhio alla tiroide: conoscenza e prevenzione”, questo è il tema della settimana mondiale della tiroide 2020 che anche quest’anno in Italia – nonostante le forti limitazioni dovute all’emergenza Covid-19 – porta avanti il suo impegno educativo-informativo legato alla necessità di fare corretta prevenzione sulle malattie della tiroide.

Una settimana dedicata alla tiroide

Società scientifiche e Associazioni di pazienti si sono dati appuntamento dal 25 al 31 maggio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla diagnosi, la cura e la prevenzione delle malattie tiroidee.

Si tratta di patologie legate al malfunzionamento di questa piccola ghiandola posta alla base del collo, la tiroide, i cui effetti si riflettono su numerose funzioni del metabolismo, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l'accrescimento corporeo.

Le cause possono dipendere da fattori ambientali, autoimmuni o genetici e ad esserne colpiti sono circa 200 milioni di persone al mondo e oltre 6 milioni di italiani, in particolare il sesso femminile. Ben più del 10% della popolazione fa richiesta di intervento medico per la presenza di noduli tiroidei o per il sospetto di disfunzione (ipertiroidismo o ipotiroidismo), oltre che per il trattamento della tiroidite di Hashimoto, del gozzo (ispessimento della tiroide) o la gestione della forma post-partum.

In ogni caso la maggior parte delle patologie tiroidee sono curabili, e solamente in poche richiedono interventi non differibili. Inoltre, grazie ai nuovi servizi di telemedicina è possibile ottenere validi consulti e monitorare a distanza i parametri attraverso videovisite e teleconsulti.

Malattie tiroidee: le priorità durante l’emergenza Covid

L’emergenza sanitaria causata dal virus Sars-CoV-2 sta creando alcuni ritardi legati alla diagnosi e terapie dei pazienti portatori di patologie tiroidee. Infatti, la ridotta disponibilità dei presidi assistenziali ha ridefinito le priorità rispetto agli interventi in questo modo:

  • in presenza di noduli tiroidei: premesso che il 90% dei noduli tiroidei sono “benigni”, e la maggior parte delle neoplasie tiroidee sono poco aggressive e a decorso lento, è raccomandato un intervento urgente solamente quando si avverte comparsa di tumefazione non prima presente e/o un accrescimento relativamente rapido del nodulo. In questo caso si eseguirà ecografia ed esame citologico tramite agoaspirato, mentre in assenza di particolari sintomi è possibile differire la visita;
  • ipertiroidismo: qualora si avvertissero specifici sintomi come stanchezza, cardiopalmo, intolleranza al caldo, dimagramento, l’intervento diagnostico-terapeutico di ipertiroidismo può essere non differibile, specie negli anziani. Andranno eseguiti accertamenti di laboratorio, visita in presenza e possibilmente una ecografia. Nei pazienti già in terapia con farmaci antitiroidei un follow-up è spesso eseguibile anche da remoto;
  • ipotiroidismo: le procedure di screening/checkup di ipotiroidismo a seguito di sintomi aspecifici sono spesso posticipabili, mentre quando il disturbo è conclamato ha bisogno invece di trattamento non differibile;
  • patologia tiroidea in gravidanza: l’ipotiroidismo in gravidanza può avere conseguenze nello sviluppo del feto, per questo è raccomandata attenzione alla diagnosi, al monitoraggio e all’adeguamento terapeutico con esami routinari per la gravidanza e valutabili anche a distanza. La problematica del nodulo tiroideo della gestante non comporta particolari criticità ed è di solito differibile.

Le iniziative durante la settimana della tiroide

Considerato il particolare momento storico della pandemia Covid-19, le iniziative programmate nelle città italiane per la settimana mondiale della tiroide sono state sospese mentre si è invece attivata la macchina dell’informazione e prevenzione delle patologie alla tiroide.

Il messaggio è molto chiaro: “Per il corretto funzionamento della tiroide è essenziale lo iodio”. Lo iodio infatti, è il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello e, durante la vita adulta, nel mantenimento dell’equilibrio metabolico. L’utilizzo quindi di poco sale ma iodato nella nostra alimentazione consente di raggiungere un’adeguata nutrizione iodica e, quindi, di prevenire le più frequenti patologie tiroidee e i disturbi neurocognitivi minori.

Tra i programmi nazionali di prevenzione delle patologie tiroidee particolarmente importanti si sono rilevati la iodoprofilassi e lo screening neonatale dell’ipotiroidismo congenito. Il primo studio ha dimostrato come nel nostro Paese, nel periodo 2015-2019, il sale iodato sia usato da circa il 70% delle famiglie e da circa l’80% delle mense scolastiche, mentre il secondo screening ha permesso di rilevare precocemente i neonati con ipotiroidismo congenito e quindi, attivare tempestivamente la terapia sostitutiva entro le prime settimane di vita.