Pandori e panettoni, struffoli, calzoncelli, torroni e roccocò e, ancora, frutta secca, timballi di pasta, carne e pesce in tutte le salse: in un Paese come il nostro, dalla tradizione culinaria di tale portata, le buone feste scambiate con amici e parenti sono un augurio quanto mai calzante.

E se il convivio fa salvi gli effetti benefici sullo spirito, ci garantisce, di contro, un’assimilazione di circa il 18% in più di calorie a pasto (lo rilevano i risultati di una ricerca pubblicata dalla rivista Physiological Behaviour) che, sommate alle 15.000 in eccesso che si stima vengano assunte tra brindisi, aperitivi, pranzi e cenoni dei dì festa, contribuiscono anch’esse a spostare l’ago della bilancia dai 2 ai 5 kg più in là.

Ma alla vigilia delle festività parlare di dieta è inappropriato e, anzi, rischia di sortire l’effetto contrario prodotto dalla frustrazione di una privazione forzata. È anche vero, però, che il senso di colpa del periodo successivo alle scorpacciate natalizie predispone male al nuovo anno e spinge spesso a correre ai ripari con decisioni drastiche ben più dannose dei centimetri in più sul girovita.

Cosa fare allora? La parola d’ordine è moderazione.

Che sia più facile a dirsi che a farsi è opinione comune ma in realtà bastano dei piccoli accorgimenti per evitare che, saziati i morsi della fame si venga assaliti dai sensi di colpa per aver ceduto alle facili lusinghe del peccato di gola.

Ecco, dunque, qualche consiglio per prepararsi ad affrontare le gran bouffe delle festività a cuor leggero.

È doveroso ricordare che non è il singolo pasto a doverci preoccupare quanto, piuttosto, il tour de force di circa due settimane di Alimentazione sbagliata.Tra la trasgressione continuativa e la rinuncia totale esiste la possibilità di alimentarsi in maniera equilibrata e senza rinunciare totalmente ai piaceri della tavola. Il compromesso non sta nel bandire i cenoni delle vigilie e i pranzi di Natale e di Santo Stefano, di Capodanno e dell’Epifania bensì nel non cedere alla tentazione di spiluccare dolci e frutta secca negli altri giorni.

Vale comunque la regola del “di tutto un po’”: prestare attenzione alle porzioni consente di non rinunciare ai piatti preferiti.

È inoltre importante consumare i pasti lentamente, masticando a lungo ed evitando di bere – soprattutto bevande zuccherate, gassate e alcoolici – tra un boccone e l’altro.

Saltare i pasti pensando di ridurre l’apporto calorico giornaliero è sbagliato e dannoso: si rischia, infatti, di arrivare troppo affamati a quello successivo per riuscire a resistere. Specie nei fuori orario è bene preferire ai legumi, alle patate e ai formaggi, abbondanti pozioni di frutta fresca, verdura e cereali integrali che oltre ad essere ricchi di Fibra e poco calorici danno senso di sazietà e contribuiscono a contrastare i radicali liberi.

Tè e tisane alle erbe, inoltre, aiutano la digestione, stimolano la diuresi, hanno effetto depurativo e aiutano ad alleviare il senso di gonfiore e di pesantezza.

Prestare attenzione ai condimenti: sostituire l’olio extravergine di oliva (preferibilmente usandolo a crudo) al burro e ridurne le quantità in favore dell’impiego di spezie che aromatizzano e apportano sapore ai piatti senza incidere sull’apporto calorico.

Ancora, limone e aceto possono essere usati liberamente: il primo perché favorisce i processi digestivi e il secondo per la sua capacità di ridurre il glucosio nel Sangue conseguente al pasto.

Dedicare un po’ di tempo all’attività fisica: il movimento non solo aiuta a bruciare calorie ma riduce l’impatto metabolico dei cibi e contribuisce a fornire senso di sazietà.

 

Motivazione, buon senso e determinazione fanno il resto…

 

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