Incidenza del cancro della mammella

Incidenza del cancro della mammella

Il rischio di cancro al seno cresce con l'avanzare dell'età e la percentuale di donne colpite aumenta intorno al periodo della menopausa.

Il carcinoma della mammella è caratterizzato da una lunga storia naturale e da una grande eterogeneità nel suo decorso clinico fra le varie pazienti ed origina, più frequentemente, dalle cellule dei dotti della mammella (65-80% dei casi). Il carcinoma della mammella rappresenta una patologia di rilevanza clinico-sanitaria, si registrano infatti nel nostro paese circa 27.000 nuovi casi/anno che rappresentano il 27% dei tumori femminili e circa 11.000 decessi/anno. Non solo, la probabilità di ammalarsi coinvolge 1 donna su 13 (6.3%).

Studi clinici epidemiologici hanno evidenziato una serie di fattori di rischio che si associano all'insorgenza del tumore al seno e che possono essere distinti in 4 gruppi: riproduttivi, ormonali, nutrizionali e vari.
 

FATTORE DI RISCHIO RISCHIO RELATIVO
   
Riproduttivi  
età del menarca (³ 15 vs 11) -
età della prima gravidanza (³ 35 vs £ 20) ++
numero dei figli (0 o 1) +
età della menopausa +
allattamento (> 1 anno vs niente) -
Ormonali  
uso di contraccettivi orali (uso corrente vs niente) +
alti livelli di estradiolo in menopausa +++
alti livelli di IGF-I in premenopausa +++
alti livelli di prolattina +
Dietetici  
grassi monoinsaturi* -
grassi saturi* +
alcool (> 1 bicchiere die vs niente) +
obesità in premenopausa (> 27 BMI vs -
obesità in postmenopausa (> 27 BMI vs +
Familiarità  
mamma e sorella (con t. mammario in età +++
mamma o sorella (con t. mammario in età ++
Radiazioni ionizzanti (si vs no) +

* il più alto quartile vs il più basso quartile RR = + 1,1-1,4; ++ 1,5-2,9; +++ 3.0-6.9; - 0,7-0,8
  Modificata da Willet W.

 


Il rischio cresce con l'avanzare dell'età e la percentuale di donne colpite aumenta intorno al periodo della menopausa. Il rischio aumenta anche per chi ha dei familiari colpiti da tumore alla mammella (carcinoma mammario ereditario che coinvolge i geni BRCA1 e BRCA2); le percentuali dei tumori ereditari del carcinoma alla mammella sono circa il 5%.

È importante effettuare e ricordare la possibilità di fare prevenzione a tutti i livelli.

  • Prevenzione primaria: consiste nell'eliminazione o nella riduzione dell'esposizione ambientale ad agenti cancerogeni noti.
  • Prevenzione secondaria: consiste nella diagnosi precoce e nelle terapie delle lesioni neoplastiche o pre-invasive.
  • Prevenzione terziaria: è la messa in atto di misure, a malattia ormai conclamata e con sintomi manifesti, per evitare le complicazioni più gravi e le sequele di questa malattia.

Lo screening rappresenta un momento importante di prevenzione e permette la diagnosi precoce su soggetti asintomatici o la messa in atto di attività di diagnosi tempestive in soggette sintomatici.

Il tumore della mammella diagnosticato in fase iniziale può andare incontro a guarigione grazie al trattamento chirurgico ed alle terapie mediche postchirurgiche. In fase avanzata le terapie mediche (chemioterapia e/o ormonoterapia) possono ottenere un prolungamento della sopravvivenza e un miglioramento della qualità di vita delle pazienti. La sopravvivenza media di una donna con carcinoma mammario in fase avanzata è di 24 mesi.

L'American Cancer Society (Screening Guidelines for Breast Cancer-1999) raccomanda infatti:

  • mammografia e visita senologica ogni anno dopo i 40 anni;
  • visita senologica ogni 3 anni per età compresa tra 20 e 39 anni, ogni anno dopo i 40 anni;
  • autopalpazione mensile dopo i 20 anni.

Un programma di screening mammografico a cadenza biennale in Italia può permettere di effettuare la diagnosi su una popolazione di circa 6.700.000 donne, di età compresa tra i 50 e i 69 anni, di ridurre la mortalità del 13.5% dando la possibilità di salvare circa 1.650 vite per anno.

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